Il Tirreno

Sel sfiducia anche Trotta e il caso arriva a Roma

di Cristiano Lozito

Dopo l’uscita del partito dalla maggioranza la polemica si fa ancora più dura Il circolo “Cento passi” attacca il segretario provinciale: «Gravi affermazioni»

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PIOMBINO

La crisi della maggioranza, con l’uscita di Sinistra, ecologia e libertà, sembra ancora lontana dalla sua conclusione.

Anzi, il giorno dopo le dimissioni presentate dall’assessore all’ambiente Marco Chiarei (in dissenso con la segreteria e col risultato dell’assemblea del partito di lunedì sera) e il voto favorevole al Piano per Baratti da parte del consigliere Angelo Trotta - anche qui contro il volere del partito - si registrano nuovi elementi di durissima polemica interna a Sel. Così da spostare la soluzione della frattura nel partito agli organi regionali e nazionali, dopo che anche il segretario provinciale Andrea Ghilarducci, protagonista di un vano tentativo di mediazione, ha alzato le mani in segno di resa.

Proprio Ghilarducci, premettendo che la decisione presa dall’assemblea degli iscritti di uscire della maggioranza «va rispettata perché l’assemblea è sovrana», e che il partito «ha la massima fiducia nella coordinatrice Carla Bezzini» ieri mattina aveva poi aggiunto che però «a questo punto occorre lavorare per evitare la frantumazione del partito».

Dichiarazioni tese appunto a una mediazione ma giudicate «gravi» dal coordinamento del circolo piombinese “Cento passi”, che con un documento ha ribadito  come l’assemblea degli iscritti abbia assunto «una posizione chiara e responsabile, in merito ai rapporti con il partito di maggioranza e alle relazioni col tempo deterioratesi con il livello istituzionale». Il coordinamento così ha confermato «piena fiducia alla coordinatrice», e ha «respinto le affermazioni del segretario provinciale», ribadendo «le decisioni che l’assemblea ha assunto con convinzione, trasparenza e senso di responsabilità».

Dopo mezz’ora nelle redazioni è arrivata la coda di questo ragionamento con un’altra nota che in tre righe liquida il caso di Angelo Trotta: «Il circolo “Cento passi” rende ufficialmente noto che il consigliere comunale Angelo Trotta non è più riconosciuto come rappresentante istituzionale di Sel, essendo sfiduciato da tale circolo». In pratica Trotta, che in Consiglio aveva sostenuto di non voler passare al gruppo misto e che, non riconoscendosi più nel gruppo dirigente piombinese di Sel si preparava a entrare nella sezione livornese del partito, è stato espulso.

E’ qui che Ghilarducci, peraltro cauto anche in precedenza sulla possibilità di ammettere l’iscrizione di Trotta a Livorno, giudicandola «obiettivamente una questione spinosa», ha gettato la spugna: «Trotta espulso? Beh, non possono mica dirlo loro – sostiene Ghilarducci - credo che il caso andrà valutato da una commissione extraprovinciale. Comunque la questione-Piombino passa all’esame di Sel a livello regionale e nazionale. Ho provato a evitare la disintegrazione del partito, ma evidentemente a qualcuno non interessa. In ogni caso il mio tentativo di mediazione finisce qui».

Così, in un momento in cui i partiti del centrosinistra a livello nazionale lavorano per disegnare le alleanze del futuro, anche il caso Piombino acquista un peso: la questione dunque è già all’attenzione di Giuseppe Brogi, coordinatore regionale di Sinistra, ecologia e libertà, e di Francesco Ferrara, responsabile nazionale dell’organizzazione per il partito di Vendola.

Intanto però resta da sciogliere il nodo di un assessorato importante come quello all’ambiente, con tutte le questioni urgenti in ballo (erosione, bonifiche, rifiuti, solo per citarne alcune) ferme sul tavolo di Chiarei, che ha rassegnato il mandato dopo l’assemblea degli iscritti di Sel.

La decisione ora spetta al sindaco Gianni Anselmi, che vorrebbe confermargli le deleghe ma che certo non può non tener conto della situazione politica, considerando che Chiarei ha una posizione simile a quella di Trotta rispetto alla continuazione della propria esperienza in Sel: «Di due cose sono amareggiato – dice Chiarei – La prima che sono stato tra i fondatori di Sel, credendo di fare una scelta per unire che poi alla fine ha avuto risultati opposti. La seconda è che in tutta questa discussione nessuno nel partito si è posto il problema del lavoro che sto svolgendo in giunta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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