Sicurezza
«Useremo tutti i mezzi per punire i colpevoli»
Il vicepresidente del Parco Banfi sospetta il dolo all’origine dell’incendio di Mola «Cerchiamo di avere un buon rapporto col territorio, ma questa è la risposta»
PORTOFERRAIO
«Useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per punire i colpevoli, se si appurerà l’origine dolosa dell’incendio».
È passato un giorno dal rogo che ha bruciato una porzione, quasi 10mila metri quadrati di canneto, dell’area umida di Mola. Ma la rabbia del Parco, che ha visto andare in fumo buona parte dei camminamenti in legno realizzati per favorire le escursioni e le attività di birdwatching, non si è placata. E non sono bastate 24 ore per dissipare tutti i sospetti che, da martedì, si sono sollevati almeno con lo stesso impeto delle fiamme che, spinte verso il mare da una leggera brezza marina, sono state spente con fatica dai vigili del fuoco.
In queste ore gli uomini del Corpo forestale dello Stato stanno indagando su quanto accaduto martedì, raccogliendo elementi di prova e cercando gli inneschi che potrebbero aver originato le fiamme.
Fin da subito l’incendio di Mola è stato accostato alle recenti polemiche dirette contro il Parco, accusato di aver ritardato lo sfalcio del canneto. L’ente si è difeso facendo notare che l’intervento era già stato deliberato e sarebbe stato portato a termine in primavera, quando il canneto entra nella sua fase vegetativa più adatta.
«Non abbiamo fatto in tempo neanche ad iniziare i lavori di ripulitura e di manutenzione che avevamo programmato – dice il vice presidente Angelo Banfi – purtroppo saremo costretti a spendere altri soldi pubblici oltre ai 20 mila euro che avevamo già appaltato alla ditta di Portoferraio per gli interventi ordinari».
Tutto da rifare, dunque. Comprese le opere in legno realizzate nell’area di Mola. Proprio quella al centro delle critiche per il mancato sfalcio. «Il fuoco è stato appiccato in una Zps/Sic dell’Unione europea ed un Sito di interesse regionale della Toscana – fanno sapere dal Parco – sono bruciate anche le passerelle, installate grazie ad un finanziamento al quale ha contribuito anche la Regione».
Martedì, subito dopo aver appreso la notizia dell’incendio, Banfi ha fatto un sopralluogo con l’ufficio tecnico per valutare la situazione.
«Aspettiamo le indagini, ma certo un incendio in questo periodo fa pensare male – prosegue Banfi – stiamo facendo di tutto per avere buoni rapporti con il territorio e questa risposta non mi è piaciuta. Non posso fare a meno di ricordare che nello stesso comune di Capoliveri, con l’allora presidente del Parco Tanelli, ho dovuto assistere in passato al taglio con la motosega di una intera area attrezzata appena realizzata. Occorre cambiare logica. Spero che in futuro il dialogo con il territorio sia migliore e non si voglia proseguire con i dispetti».
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