La manifestazione
Casa accogliente per cani abbandonati
Animali sempre seguiti da volontari e dipendenti, in canile sono in programma lavori di manuntenzione straordinaria
PIOMBINO
Rinnovata dal Comune la convenzione per la gestione del canile municipale - fino al 2014 - con l’Enpa, Ente nazionale protezione animali che si occupa della struttura dagli anni Novanta (delibera di giunta). Fermi i corrispettivi erogati: la spesa annua è di 35mila euro. Intanto – ad inizio 2012 – Enpa nazionale (direttivo di Roma) ha provveduto a sostituire il commissario straordinario (attivo dalla primavera dell’anno scorso) Giovanni Pacini di Siena col piombinese Carlo Olmo.
C’è l’opportunità di fare, proprio insieme al nuovo commissario straordinario un giro in canile - mercoledì, giorno di visita per tutti dalle - a Paolo Menicagli (coordinatore dei volontari) e Michela Rosselli (che qui ci lavora, però queste bestiole le ama davvero tanto).
«Ad oggi i cani ospitati sono 43 – spiega Paolo Menicagli – Dieci i volontari fissi, più 4 aspiranti, sono ragazze che frequentano l’Università. Tre i dipendenti fissi, per avere la sicurezza dei servizi base quali cibo, pulizia delle gabbie, medicinali». La struttura portante, l’ingresso del vecchio macello è puntellata e transennata perché fatiscente. Il tour comincia dai primi recinti esterni del “canile nuovo” (l’area è divisa a zone e gli animali sono soli, in coppia o in piccoli gruppi; dipende dal carattere) per poi proseguire tra decine di stalli ben organizzati. «I cani – dice Michela – hanno quasi tutti 5-6 anni, tranne i più anziani che superano i dieci e che hanno trascorso qui gran parte della vita. Ad esempio Pedro (tra i primi, ad inizio giro) è un meticcio maremmano tranquillo che può dividere la gabbia – aggiunge – laggiù (canile nuovo) ci sono Nausica e Audrey, madre e figlia, incroci di pit bull sequestrate a un privato...comunque buone. Qualcuno, un po’ più selettivo nei rapporti sta da solo». Non ci sono cuccioli, i cani che arrivano accalappiati o sequestrati sono tutti adulti. «Grazie ai cittadini – ricorda Michela – che durante il freddo non ci hanno fatto mancare coperte e piumoni... gli animali sono stati sempre seguiti».
«A noi interessa la cura degli animali – interviene Carlo Olmo – e vorrei davvero andare al di là delle polemiche. Se il canile funziona bene molto lo dobbiamo alla gestione precedente senza entrare nel merito ai personalismi e all’impossibilità di comunicare con vicende ormai note a tutti. Necessario mantenere un canile che funziona - sottolinea – dove gli animali stanno bene, perché in tutti questi anni era difficile poterne realizzare uno nuovo. I costi? Ormai vanno dal milione-al milione e mezzo di euro».
«Bisogna riorganizzare una sezione Enpa – sottolinea Carlo Olmo – prima di passare alle elezioni bisognava ricominciare da capo su tutti i fronti ed è stato, è un lavoro lungo. A giugno faremo un’assemblea per valutare se si può formare una struttura organizzativa con responsabili in ogni attività».
«Intanto – ricorda il commissario straordinario – si è già svolto un primo incontro di presentazione con l’amministrazione e ce ne saranno altri a breve per approfondire i possibili progetti. E sì...avremo modo di tornare a parlare di un nuovo canile».
Intanto pur non essendoci ancora nessuna delibera ma solo un generale obiettivo l’amministrazione avrebbe pensato di utilizzare i proventi del “lascito Gabellieri” (l’appartamento di via Gaeta donato nel 2010 dalla signora Manuela, grande amica degli animali e venduto a fine 2011 a 80mila euro) proprio per la manutenzione straordinaria del canile e delle colonie feline.
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