Sicurezza
Sel esce dalla maggioranza. «Non c’è la pari dignità»
Tassa di soggiorno, Parchi, pedaggio autostradale e completamento della 398. Ormai irrecuperabili le divergenze con il Pd e l’amministrazione comunale
PIOMBINO. La rottura arriva alla vigilia di un appuntamento importante, il voto in consiglio comunale sul piano particolareggiato di Baratti. Sinistra, ecologia e libertà ha deciso di uscire dalla coalizione di maggioranza. Una scelta presa al termine di un’assemblea degli iscritti che si è svolta lunedì sera , appoggiata da almeno l’80% dei partecipanti. «Non una decisione estemporanea nè legata a motivi urgenti dell’ultimo periodo – precisa la coordinatrice locale Carla Bezzini – bensì l’esito di un percorso maturato da molto tempo». Alla base «difficoltà nei rapporti all’interno della coalizione, sostanziati da problemi di metodo e di merito». In particolare Sel rimprovera all’alleato Pd «la mancanza sostanziale del rispetto della pari dignità tra le forze politiche di maggioranza». Ed a questo proposito Bezzini ricorda il caso dell’estate scorsa, quando il sindaco Anselmi arrivò a sospendere gli assessori di Sel e dell’Idv a causa delle posizioni divergenti sull’autostrada e sulla 398 prese dai rispettivi partiti.
«Siamo stati sempre messi di fronte – sostiene Bezzini – a posizioni già assunte e mai chiamati ad elaborare progetti determinanti per il futuro del territorio. Tempistiche dettate da altri, visioni sfilaccicate, delibere consegnate poco prima della loro approvazione senza darci il tempo per suggerimenti o modifiche. Abbiamo subito sempre una posizione di non pari dignità».
Fin qui il metodo. Ma ovviamente le divergenza sono più profonde. Carla Bezzini ricorda quella sulla tassa di soggiorno, con il voto contrario espresso da Sel alla richiesta di inserimento tra i comuni turistici. Una posizione che viene direttamente collegata ad una visione diversa, rispetto a quella del Pd, sul futuro della società dei Parchi «che verrebbe fortemente penalizzata sottraendole la possibilità dell’autofinanziamento».
E le divergenze continuano a proposito del pedaggio previsto dalla Sat per l’autostrada e il mancato completamento della 398 fino al porto, ma anche sul recepimento degli esiti del referendum sull’acqua e sulla sanità. «Sulla sanità – lamenta Bezzini – abbiamo più volte chiesto un confronto in maggioranza che c’è sempre stato negato».
Sul tavolo dei prossimi appuntamenti politici c’è poi quello fondamentale del regolamento urbanistico. «Siamo stati estromessi – sostiene la coordinatrice di Sel – dalla sua elaborazione, senza avere la possibilità di approfondire, carte alla mano, le scelte fondamentali per il territorio».
Insomma, all’interno della maggioranza, Sel avvertiva una situazione di ambiguità e il pericolo di una perdita della propria personalità politica.
Sul piano di Baratti, che proprio oggi andrà in discussione in consiglio comunale, Sel dice di avere apprezzato il percorso partecipato deciso dal Comune, ma contesta il fatto che poi «nel silenzio più totale, in conferenza dei servizi i tecnici abbiano sottoscritto la destinazione ad albergo di alta qualità al Casone». E anche il giudizio complessivo sul piano ne risente: «Un collage di soluzioni minimali, anzichè la piena valorizzazione delle potenzialità di un patrimonio unico nel suo genere».
«La nostra non è stata una scelta tranquilla né leggera, ma pesante e dolorosa – incalza Roberto Marini. Siamo ora consapevoli di doverci far carico di una responsabilità più ampia nei confronti della città che vogliamo tornare ad ascoltare. La nostra decisione è maturata a fronte di problemi che non erano presenti nella maggioranza precedente». E tra gli esempi anche Marini sceglie la società dei Parchi, intravedendo «un’inversione di tendenza profonda rispetto all’idea di uno sviluppo nuovo e sostenibile. Momenti importanti come il voto su Baratti non ci possono vedere coinvolti».
Marini rincara la dose anche sulle relazioni interne alla maggioranza, che definisce pessime: «Clima di offese e insulti intollerabili. E non si tratta di incidenti di percorso, nè sono ascrivibili a motivi caratteriali. Al fondo c’è un vero atteggiamento politico che tende a negare qualsiasi dissenso o riflessione critica».
Sel lascia dunque la maggioranza per riprendere, come sottolinea Bezzini, «in percorso di ascolto e ricreare un legame tra i cittadini e la politica».
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