Il Tirreno

I maxi sacchi resistono contro le onde

di Cecilia Cecchi

Sulla spiaggia di Baratti procede l’intervento per proteggere la costa da San Cerbone nuovo agli scavi della Fonte

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PIOMBINO

I moduli di geotessuto posizionati sulla spiaggia di Baratti sono una decina e si sono formattati già alla linea della costa. La chiesina di San Cerbone nuovo con i confinanti scavi del cimitero Medievale (lato porticciolo) sembrano in salvo dalla furia delle future onde.

Al lavoro tecnici e operai che armeggiano con - più o meno - ottanta metri di tubi con cui pompano acqua di mare che miscelano con la sabbia per poi riempire i maxi sacchi.

Quanto fatto ha dato buona risposta in occasione delle ultime, violente mareggiate. «Dal mare - spiega Daniele Benassi (della ditta in subappalto) – prendiamo l’acqua da unire alla sabbia. Un carico è appena arrivato dalla cava Rondelli di Follonica».

Sulla spiaggia, a coordinare gli operai il responsabile dei lavori, Matteo Melloni della ditta Geosystem di Parma (in associazione d’impresa con la Ge.Co. e Medita di Cagliari).

«Ci vuole poco più di un’ora per posizionare ciascun sacco – spiega Melloni – Nel giro di poche settimane dovremmo finire: ce ne sono ancora 33 moduli da riempire, su un totale di 43». Per coprire una lunghezza di 270 metri tra San Cerbone nuovo e gli scavi della Fonte (verso il Casone).

«Questi grossi contenitori di geotessuto – ricorda Melloni – sono un metro e mezzo sul livello del mare con dentro circa 30 tonnellate di sabbia, lunghi circa 6 metri e larghi quattro. La ruspa è già pronta per procedere al livellamento della spiaggia: ogni volta insieme a noi è impegnato un archeologo, a verificare che si può procedere senza danneggiare niente. Le due “pance” che si formano in ciacun maxi sacco – aggiunge – sono fatte apposta per fronteggiare il mare in burrasca; se l’onda non si frange sulla prima si ferma sulla seconda, senza più arrivare alla scarpata». Tra l’altro sotto la chiesa di San Cerbone nuovo è stato anche rifatto il muro della cinta esterna, grazie ai generali lavori di ripristino (tetto, mura e quant’altro). «Sono stato qui più volte – ricorda Melloni – e rispetto ai primi sopralluoghi del 2005 mancano almeno cinque metri di spiaggia. Questa protezione? Era l’unica valida, certo non bellissima... però il colore è in linea con la natura del luogo. La risacca provvederà a coprire i moduli con la posidonia».

Una prima valutazione? «Sono stati superati mille problemi – commenta l’assessore all’ambiente Marco Chiarei – ma era prevedibile, visto che l’intervento è sperimentale. Anche il sistema di pompaggio è stato modificato per renderlo più efficiente. Uno degli aspetti più complessi, come previsto da subito – dice Chiarei – è stato l’impegno certosino insieme alla Soprintendenza archeologica; attività che speriamo proceda celermente con lo stesso spirito di massima collaborazione».

Tra l’altro mentre in certi punti di Baratti la sabbia continua a sparire, nell’ultimo periodo si è formata una piccola spiaggia all’approdo del porticciolo. Mentre resta in sospeso il piano d’intervento (che risale al 2007) contro l’erosione che vede fermi 2,5 milioni. «Dalla Provincia nessun aggiornamento visto anche il cambio di dirigenza nel settore – riprende Marco Chiarei – Presto faremo il punto, anche col presidente della Parchi Sbrilli, a proposito di tutti i problemi, dall’erosione al sistema dunale, da Baratti alla Costa Est, insieme al nuovo assessore provinciale Paolo Pacini. Un incontro per stabilire se si può dare un contributo al territorio. Anche gli uffici tecnici della regione sono pronti ad aiutarci nell’immediato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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