Il Tirreno

Tassa di soggiorno, gli operatori temono il crollo dei turisti

di Paolo Federighi
Tassa di soggiorno, gli operatori temono il crollo dei turisti

Preoccupazione anche per l’introduzione dell’Imu con la rivalutazione degli estimi catastali «Le statistiche affermano che quest’anno andrà in vacanza solo il 15% delle famiglie»

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SAN VINCENZO. L’Associazione operatori turistici San Vincenzo-Val di Cornia ribadisce la propria contrarietà all’istituzione della tassa di soggiorno, la cui attuazione è stata prevista dalle amministrazioni comunali della Val di Cornia. L’associazione considera assurda l’istituzione della tassa per il 2012, «vista la difficile situazione del comparto turistico e dell’economia in generale».

Gli operatori sostengono che i dati statistici nazionali dimostrerebbero la negatività dell’imposta. «Dalle statistiche a livello nazionale – affermano – emerge che le famiglie che si potranno permettere la vacanza al mare quest’anno saranno soltanto il 15% del totale. Un dato confermato anche da noi operatori turistici, che riscontriamo un calo preoccupante di prenotazioni e anche di semplici richieste di informazioni rispetto agli anni scorsi. Se a queste difficoltà aggiungiamo che le strutture turistico-ricettive dovranno sopportare l’introduzione dell’Imu con la rivalutazione degli estimi catastali di circa il 40% oltre agli aumenti delle consuete spese annuali tra tasse e bollette, ci chiediamo se le amministrazioni si stiano realmente rendendo conto che tutto questo comporterà un grave danno al comparto turistico. Sarebbe opportuno che la nostra amministrazione – proseguono gli operatori – cominciasse a tagliare dal bilancio spese superflue come incarichi a professionisti esterni e contributi a pioggia, riducendo il numero di dirigenti».

L’associazione si dice allarmata dalla possibile destinazione dei proventi della tassa di soggiorno alla Parchi Val di Cornia. «Siamo allarmati – sostengono – dalla possibilità che le risorse provenienti dalla tassa di soggiorno vadano a sanare la Parchi Val di Cornia, e che possano costituire e finanziare un altro inutile ente intercomunale che dovrebbe occuparsi di grandi progetti sul turismo. Temiamo che tutto questo sfoci nell’ennesimo carrozzone finalizzato ad elargire stipendi a presidenti, consiglieri e politici da ricollocare. Ci chiediamo: ma i nostri amministratori hanno intenzione di spendere i nostri soldi per mantenersi i serbatoi di voti e continuare così a gestire il potere? E’ l’ora che questo modo di governare finisca, non siamo più disposti ad andare oltre. Facciamo notare – aggiunge l’associazione – che nei vari incontri con le autorità, ci è stato sempre assicurato che solo il 15% dei proventi della tassa sarebbe andato alla Parchi e l’85% a favore del turismo sul territorio. Nonostante le perplessità sulla tassa, eravamo comunque disponibili ad un confronto serio e costruttivo su come impiegare i proventi per la riqualificazione del paese e un rilancio del turismo di San Vincenzo. Ma siamo stati avvertiti a cose fatte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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