Il Tirreno

Ok al progetto Arcipelago per il super porto turistico

di Cecilia Cecchi

La conferenza dei servizi ha bocciato gli altri due studi di imprenditori locali va avanti la proposta della società fiorentina supportata dalle banche

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PIOMBINO

La conferenza dei servizi si è pronunciata sul futuro del porto turistico di Poggio Batteria unitamente alla cantieristica nell’ambito della Chiusa di Pontedoro.

Sulle tre proposte progettuali in gara l’unica rimasta sul tavolo è quella della “Porto turistico dell’Arcipelago” (srl fiorentina, investimento stimato in almeno 150milioni). L’ultima seduta ha portato alla selezione di questo, unico progetto conforme ai parametri legati all'impatto ambientale e paesaggistico, alla ricaduta economica sul territorio e alla sicurezza della navigazione (procedure della legge Burlando).

C’erano, oltre al sindaco e ai tecnici del Comune, l’Autorità portuale, la Provincia, l’Ufficio ciorcondariale marittimo, l'Asl6 servizio prevenzione. Parere scritto dall'Ufficio opere marittime di Livorno e dalla Regione.

Non sono risultati validi per la realizzazione del polo della nautica gli studi della "Marina di Tor del Sale" e della "Porto turistico di Piombino" (Pedroni e Berrighi, tutti e due imprenditori locali).

«La mia è stata una presenza di natura istituzionale - spiega il sindaco Gianni Anselmi - perché la conferenza dei servizi è tecnica. Ho solo ascoltato le varie voci fino alla scelta del progetto della “Porto turistico dell’Arcipelago”, l’unico che andrà avanti. Sono garante del fatto che si è trattato un’istruttoria rigorosa di natura urbanistica e non solo. Presto avremo il verbale che è in fase di relazione: ciascuna delle parti presenti dovrà fare le sue osservazioni».

«L’unica cosa che conta – sottolinea il sindaco di Piombino – è l’interesse generale. Necessario che la proceduta stessa prosegua celermente: si tratta di un intervento che rientra nel massimo interesse generale». Ora - secondo il Comune - spetterà proprio alla società che si è aggiudicata la realizzazione del progetto redigere il Piano regolatore portuale del polo del diportismo.

Insomma questa sfida a tre si è conclusa a favore del maxi porto di lusso proposto dalla società fiorentina “Oryx Solution srl”. Progetto di cui si ricorda qualche “particolare”: che prevede, ad esempio, il rilascio di una concessione a mare di 408mila mq e a terra di 496mila. Con qualcosa come 800 posti barca da 10 fino a 40 metri. Tra le realizzazioni a terra? Una tensostruttura di 40mila mq per il rimessaggio al coperto delle imbarcazioni, con un impianto eolico montato su ogni pilone di sostegno. In questo panorama tutto nuovo, di dimensioni notevoli dovrebbero sorgere i servizi: dalla galleria commerciale al supermarket sino allo Yacht club.

«Non è stato scelto questo progetto – sottolinea il presidente dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri – ma è l’unico rimasto dopo le approfondite analisi di natura urbanistica che sono state fatte dal Comune. Gli altri due piani proposti non sono risultati coerenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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