Sicurezza
«Caos sulla tassa di soggiorno»
Critiche sul mancato pagamento per i turisti delle case in affitto
CAMPIGLIA
Troppa confusione sulla tassa di soggiorno; a pochi giorni dalla sua applicazione ancora gli operatori non sanno quanto dovranno chiedere ai turisti e poi, c’è anche il problema di chi dovrà pagarla. A risollevare la polemica sull’imposta è la lista civica Comune dei cittadini, che focalizza l’attenzione sul fatto se devono pagare la tassa anche i turisti delle seconde case.
«Questo argomento fu da noi sollevato nella discussione in Consiglio comunale – afferma una nota della lista civica – ricevendo come risposta che la tassa sarebbe stata applicata anche alle seconde case e che il Comune si sarebbe organizzato per i controlli». Ma in una conferenza stampa dei giorni scorsi i sindaci della zona hanno spiegato che attualmente non è previsto che i turisti delle case in affitto paghino l’imposta.
«Questa decisione – afferma la lista civica – rappresenta l'ennesima conferma dello stato confusionale con cui i Comuni hanno affrontato il delicato tema della tassa di soggiorno. A pagare, infatti, non saranno tutti i turisti, ma solo quelli ospitati negli alberghi, nei villaggi, negli agriturismi, che sono poi quelle che danno lavoro ai nostri giovani. Non pagheranno invece i moltissimi turisti delle seconde case, creando una concorrenza sleale tra chi gestisce un' impresa produttiva e chi si limita ad affittare case. Ancora una volta il peso della fiscalità viene fatto ricadere su chi fa impresa, mentre si esentano le rendite e le aree dove è più difficile fare controlli. Questo argomento, da solo – afferma ancora la nota di Comune dei cittadini – giustificherebbe il rinvio dell'applicazione della tassa. Ma, ormai è chiaro, i Comuni hanno deciso che due milioni di euro servono per far quadrare i bilanci comunali. Come è chiaro che non esiste nessun concreto progetto per il turismo, se non quello di ridare alla società Parchi soldi che gli verranno sottratti e annunciare un fantomatico piano di marketing territoriale di cui si capisce solo che nessuno sa esattamente cosa sia».
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