Gioco
Associazioni in lotta per garantire aiuti a disabili e famiglie
Il presidente Guarna: «Da migliorare i bilanci per il sociale» No ai tagli nel piano sanitario senza coinvolgere gli utenti
SAN VINCENZO
Il sanvincenzino Giuseppe Guarna, dell’associazione “In viaggio con noi”, è da sette mesi il presidente del Comitato di partecipazione della Val di Cornia, organo della Società della salute. Si occupa di disabilità e dell’ambito socio-sanitario da molti anni, e nel suo nuovo ruolo coordina le 27 associazioni che compongono il comitato e rappresentano cittadini con necessità speciali: anziani non autosufficienti, disabili, affetti da varie patologie. «La Società della Salute – spiega - è un consorzio pubblico composto da Asl e Comuni della Val di Cornia. Il comitato, che è un suo organo, avanza proposte, esprime pareri sulle prestazioni erogate, sull’efficacia delle informazioni fornite agli utenti e sul rispetto dei diritti delle persone».
Guarna punta sulla necessità di migliori bilanci per il sociale: «Ci siamo appena occupati – dice - dell’allocazione delle risorse. I bilanci per il sociale (derivati dai bilanci Asl) non presentano dettagli per centro di costo né analisi sulle variazioni temporali. Le nostre proposte sono state in parte accolte, ma vi sono ancora carenze. Ci vuole un bilancio sociale con criteri precisi e costanti».
«Studieremo il piano socio-sanitario regionale – aggiunge Guarna – e formeremo gruppi di lavoro con membri della Consulta del Terzo settore, medici di famiglia e tecnici Asl che approfondiranno vari temi: organizzazione, salute mentale, disagio giovanile, disabilità, anziani, ambiente, infortuni, malattie professionali, ecc. Vorremmo che il piano diventasse davvero uno strumento operativo strategico e innovativo. Il taglio delle risorse obbliga a rivisitare percorsi e sperimentare nuove formule. Non è più pensabile un’offerta rigida e limitata».
Guarna si mostra perplesso circa due scelte, prese, a quanto sostiene, senza coinvolgere gli interessati. «La chiusura – sottolinea – del centro diurno Carsal di Piombino (costo di 190mila euro annui), è stata decisa senza che fossimo coinvolti né informati. Gli utenti sono stati spostati in altri centri, con estremo disagio logistico. Altro caso è la decurtazione del modesto contributo ai disabili con inserimento socio-terapeutico (impegno lavorativo in attesa di soluzioni più dignitose), senza tener conto che il compenso è parte del programma. I nuovi partecipanti e le famiglie – prosegue - non sono stati coinvolti. Si potrebbero trovare altre soluzioni per un programma che coinvolge 45 persone».
Il futuro del settore sociale, secondo Guarna, presenterà importanti difficoltà. «Emergeranno più bisogni – sostiene – vi saranno più anziani, disoccupati, disabili e poveri, con meno volontariato e meno opportunità di integrazione e lavoro. Meno possibilità, quindi, da parte delle famiglie di fare da “care giver”. Fino ad oggi si è pensato a realizzare strutture (stile case-famiglia dai costi elevati) senza partecipazione attiva dei familiari. Assai meglio andrebbe – conclude – se i servizi sociali fossero erogati in modo personalizzato e in rapporto al peso che ciascuna famiglia deve sostenere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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