Il Tirreno

Crac Donati, prosciolto Lotti

di Cristiano Lozito

No anche in appello all’estensione del fallimento. Ai creditori resta solo l’ex patron biancoceleste

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VENTURINA

Anche la Corte d’appello di Firenze ha bocciato il ricorso presentato da un gruppo di creditori del crac Donati (il consulente fiscale accusato di aver trattenuto circa 5 milioni di euro versati dai clienti per la denuncia dei redditi) che chiedevano l’estensione del fallimento al livornese Stefano Lotti, socio accomandante.

Il proscioglimento di Lotti - difeso fin dall’inizio della vicenda da Fausto Bianchi e Tiziano Checcoli - di fatto chiude le speranze dei creditori di rifarsi almeno in parte col patrimonio nel professionista livornese: la decisione della Corte d’appello lascia Riccardo Donati, ex presidente del Venturina calcio, unico responsabile del fallimento della “Donati e associati”, e obiettivamente i contribuenti raggirati conservano poche chances di recuperare quanto hanno perso visto che a quanto risultata Donati non ha più nulla e che di quella montagna di soldi non c’è traccia.

L’unico risultato per i truffati fin qui ottenuto è stato quello di ottenere la sospensione delle sanzioni e la dilazione del pagamento in 72 rate.

Ben magra soddisfazione per chi ha perso somme ingenti, qualcuno addirittura centinaia di migliaia di euro.

Gli elementi di prova portati dal pool di creditori rappresentati in giudizio dall’avvocato Pierfrancesco Sica, dunque, sono stati stati giudicati insussistenti.

«Anche in appello è risultato evidente che il mio cliente non c’entrava niente con questa vicenda – spiega l’avvocato Fausto Bianchi, difensore di Lotti – Si sono svolte varie udienze, ha espresso le sue valutazioni anche un perito, poi i giudici hanno confermato la sentenza di primo grado del Tribunale fallimentare di Livorno. Del resto Lotti non aveva mai avuto ruoli operativi, era solo un socio di capitale, e da questa storia esce a testa alta ma certo con un danno importante».

Il professionista livornese a questo punto entra legittimamente a far parte del gruppo dei creditori, visto che poco prima del crac aveva versato a Donati una fidejussione da 200mila euro.

Lotti infatti da anni era socio di Donati, e ha sempre sostenuto di non essersi mai reso conto delle malversazioni dell’ex presidente del Venturina, del resto capace di nascondere la situazione fino all’ultimo. Evidentemente Lotti era tranquillo per la rendicontazione che periodicamente gli faceva il socio, ma anche per l’atteggiamento di Donati, che anche alle prime rimostranze dei clienti tentò di ovviare spiegando che si trattava di semplici errori e che lui stesso avrebbe rimesso le cose a posto al più presto.

Così invece evidentemente non era: la vicenda venne alla luce alla fine del 2009 quando il castello di bugie cadde all’improvviso, e vennero al pettine i nodi di una vicenda troppo estesa per essere ancora tenuta nascosta.

Fu quindi la Finanza a svelare il meccanismo: molto semplicemente lo studio prendeva i soldi per le tasse dei clienti a cui faceva la denuncia dei redditi ma al Fisco non versava nemmeno un centesimo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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