Il Tirreno

«Un approdo per residenti e non un porto turistico»

Legambiente presenta nuove osservazioni sul progetto di San Giovanni Due strutture previste nella stessa rada finirebbero per farsi concorrenza

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PORTOFERRAIO

No alla realizzazione di nuove costruzioni portuali a San Giovanni. Sì invece a un approdo destinato a residenti e gestito senza fini di lucro da un’associazione di portoferraiesi. Legambiente presenta nuove osservazioni al Water Front di Portoferraio. Posizione forte quella dell’associazione ambientalista e degli “Indigeni”.

Legambiente Arcipelago è chiara: «San Giovanni – dicono dall’associazione – è un’area a pericolosità idraulica molto elevata e con acquiferi di grande importanza e altamente vulnerabili, tanto da essere ricca di pozzi la cui acqua viene usata anche per uso domestico, così come ben evidenziano  le cartografie allegate al piano del Parco. Un porto turistico e le altre strutture a terra per rendere economicamente sostenibile la realizzazione di una tale opera stravolgerebbero tutto questo, mettendo in pericolo la stessa risorsa idrica in una zona che viene definita: vulnerabile alla maggior parte degli inquinanti in varie condizioni di rilascio nell’ambiente, impatto sull’acquifero immediato».

Insomma il portavoce del Cigno Verde ritiene che le infrastrutture previste per un porto turistico a San Giovanni sono ad «alta pericolosità idraulica», visto e considerato che l’intera piana è considerata di grande valore naturalistico. È naturale, allora, che Legambiente, in sintonia con l’associazione Indigeni sia molto preoccupata per la tutela della «area umida straordinariamente importante anche dal punto di vista paesaggistico». «Abbiamo chiesto – aggiunge ancora Legambiente – alle autorità competenti di inserire le aree delle Saline, le Grotte e le Prade tra quelle aree del sistema europeo Natura 2000 (Sic e Zps) e al Comune di Portoferraio di sostenere formalmente tale richiesta e di considerare tutti gli effetti quelle aree come se fossero già soggette alle tutela del sistema Natura 2000». Secondo i referenti dell’associazione ambientalista più importante d’Italia l’oasi naturalistica di San Giovanni potrebbe essere inclusa nell’area di laguna costiera di più ampio raggio, collegandola al Sir già esistente di Schiopparello-Le Prade-Mola ed estendendo la proposta Oasi di Schipparello. «San Giovanni – conclude l’associazione – è l’area nella quale si misura la sostenibilità ambientale ed economica dell’intero Water front anche pensando alla crisi economica ed alle nuove normative sopravvenute che mettono in forte difficoltà il comparto della nautica e renderebbero non concorrenti, ma antieconomici ed alla fine fallimentari due porti turistici praticamente contigui. La soluzione? Un approdo destinato ai residenti di Portoferraio e gestito senza fini di lucro da una associazione di portoferraiesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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