Il Tirreno

L’infinita odissea dei tifosi del Napoli

di Alfredo Faetti
L’infinita odissea dei tifosi del Napoli

Bloccati quattro ore sul treno vicino a Campiglia mentre viaggiavano verso la Campania per assistere alla gara col Chelsea

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CAMPIGLIA.   I pasticci di Trenitalia fanno saltare appuntamenti di lavoro e mettono a rischio sogni europei.

Ne sanno qualcosa i passeggeri dell’Intercity 501, che ieri mattina sono rimasti fermi tra le stazioni di Campiglia Marittima e Follonica, tra guasti e incomprensioni.

Su quel treno non c’erano soltanto professionisti, ma anche persone con sciarpe azzurre al collo e una speranza nel cuore: battere il Chelsea.

Erano i tifosi del Napoli, scesi dal nord Italia per raggiungere il San Paolo dove ieri sera la squadra partenopeo aveva un appuntamento con la storia, negli ottavi di Champions League contro la formazione londinese.

«Qui siamo in molti e nessuno ci dice cosa sta succedendo. Ora ci facciamo sentire» ha detto al telefono uno di loro. E ancora non sapeva che l’odissea dell’intercity 501 era solo all’inizio.

Ma andiamo per ordine. Il treno ieri mattina parte in orario da Sestri Levante alle 5.15, direzione Napoli, dove l’arrivo è previsto per le 12.52. Le carrozze si riempiono sempre più ad ogni stazione che attraversano, fino a che non arrivano in Maremma.

Infatti, «a 500 metri da Follonica il treno si è fermato» racconta Francesco di Cecina, che doveva entrare al lavoro a Grosseto. Sono circa le 8. A questo punto le cose andranno soltanto a peggiorare, raccontano i passeggeri.

«Siamo stati più di un’ora fermi senza che nessuno ci dicesse cosa stava succedendo» dice Annamaria di Massa Carrara. Lei invece doveva andare a Roma, dove l’attendeva un appuntamento per la sua compagnia d’assicurazioni.

«Poi gli uomini sul treno hanno impiegato mezz’ora per trovare una soluzione al problema». Infatti, tra le poltrone si è sparsa la voce che il problema riguarda il locomotore e che occorre sostituirlo. «Hanno deciso di farne venire uno da nord che ci riportasse indietro a Campiglia, perché a Follonica questo cambio non era possibile farlo» racconta Carlo di Viareggio.

Solo che «per riportarci indietro ci hanno impiegato una vita, quando bastava una piccola spinta per farci quantomeno scendere a Follonica» continua Francesco. Il treno ha raggiunto la stazione alle 11, quando gli appuntamenti di lavoro erano saltati e il fischio d’inizio del big match inizia ad avvicinarsi. «Ora ci arrabbiamo» dicono i tifosi partenopei. Ma a questo punto arriva la beffa.

«Quando hanno sostituito il locomotore – continua Francesco – si sono accorti che il problema non era lì, ma nella prima carrozza.

Quindi hanno staccato il nuovo locomotore e tolto la prima carrozza». Altre operazioni, quindi, e altro tempo che si aggiunge a quello già perso. Alla fine l’Intercity 501 è ripartito quando mancavano pochi minuti a mezzogiorno, con oltre quattro ore di ritardo.

Ma le disavventure non sono finite qua. Arrivato a Roma il treno è stato soppresso, terminando la sua corsa nella capitale. Un brutto scherzo per i tifosi del Napoli, in piedi dalle cinque per raggiungere il San Paolo. Una volta scesi a Roma Termini si sono dati da fare per trovare un modo qualunque per continuare il loro viaggio.

Forse intonando “Maremma amara”; di sicuro intonando qualcosa contro Trenitalia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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