Il Tirreno

Lago artificiale nella cava contro l’emergenza idrica

di Baldo Puccini

Un invaso nella zona del Condotto- Bucine per un progetto da un milione e mezzo Avrà una capacità di 80mila metri cubi e assicurerà 30 litri d’acqua al secondo

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PORTOFERRAIO

Una cava dismessa che diventa un laghetto artificiale.

Un maxi serbatoio d’acqua per contrastare l’emergenza idrica di Portoferraio e, nello stesso tempo, aumentare il potenziale d’acqua a disposizione degli altri centri elbani dal momento che ci saranno meno prelievi dalla condotta sottomarina da parte delle utenze portoferraiesi.

L’invaso sarà realizzato nella zona del Bucine-Condotto, nell’area dove un tempo era in piedi un’attività estrattiva. La nuova infrastruttura di Asa avrà una capacità di circa ottantamila metri cubi di acqua e potrà erogare qualcosa come trenta litri al secondo grazie alla capacità dello specchio acqueo che è di circa undicimila metri quadrati.

Il progetto da oltre un milione e mezzo di euro, rientra in un programma più ampio, legato alla realizzazione di nuovi invasi idrici da parte di Asa che, dopo lunghi mesi ha concluso il suo iter.

E anche le pratiche burocratiche sono state completate.

L’amministrazione comunale di Portoferraio ha portato a termine le operazioni di esproprio, che consentiranno il passaggio formale per quanto riguarda l’intervento ad Asa.

Roberto Peria è il sindaco di Portoferraio. Dice: «Il percorso è completato, abbiamo consegnato il progetto definitivo dell’impianto, comunicato agli uffici del servizio risorsa idrica e demanio idrico il nostro assenso alle eventuali prescrizioni. Il progetto, quindi, prenderà forma».

Anche la Provincia ha fatto la sua parte, approvando l’atto per la costruzione e le condizioni per esercizio e la manutenzione del lago Condotto-Bucine. La pratica sarà completata in settimana.

Poi scatterà la fase esecutiva, quella dei lavori che saranno a carico di Asa e che inizieranno, salvo imprevisti, entro la primavera per concludersi entro l’estate.

Gli interventi programmati interesseranno  l’ampliamento della capacità di portata del laghetto (una cava dismessa) e la sua regimazione. Sarà alimentato da acque piovane e meteoriche provenienti da un bacino idrogeologico e dalla dorsale idropotabile dell’Elba.

Le sua acque saranno destinate ad uso irriguo e potabile. Darà un sostegno importante allo sviluppo dell’agricoltura, ma garantirà anche un potenziamento del sistema idrico portoferraiese consentendo di far fronte all’emergenza della siccità estiva in tutto il territorio comunale.

Ma non solo: il nuovo invaso, dal momento che potrà esaudire le richieste di punta nel territorio di Portoferraio, permetterà di convogliare l’acqua della dorsale verso gli altri comuni elbani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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