Sicurezza
Approdo turistico: Marina San Giovanni si compra i terreni
La cooperativa chiede ai soci un contributo da 1.100 euro prima dell’approvazione della variante sulla portualità
PORTOFERRAIO
Un contributo di 1.100 euro per ciascun socio della cooperativa: il sacrificio necessario per andare avanti col progetto e acquistare i terreni su cui dovrebbero sorgere le strutture del nuovo approdo turistico. La mossa è della cooperativa Marina di San Giovanni che - non è un mistero - sta lavorando da anni alla realizzazione dell’approdo turistico di San Giovanni, uno dei punti cardine della variante sulla portualità adottata lo scorso gennaio dal Comune di Portoferraio. Un progetto che ha fatto discutere e continua a farlo, il cui percorso scattato dall’adozione sta entrando nel vivo.
Il Comune ha, infatti, già annunciato di voler arrivare all’approvazione definitiva in estate.
La tavola, insomma, è apparecchiata, così come sono ancora tutte da giocare le partite sui progetti cardine dello sviluppo portuale di Portoferraio, tra cui il Porto Cantieri e il tanto discusso approdo turistico di San Giovanni. Eppure, proprio mentre si attende l’approvazione definitiva, c’è chi si è mosso sotto traccia. In questi giorni i soci della cooperativa hanno ricevuto via posta la richiesta di contributo da parte di Marina San Giovanni.
La società ha chiesto un versamento di 1.100 euro a testa da corrispondere entro il 15 marzo per finanziare l’acquisto del terreno, di proprietà di un privato, sui cui dovrebbe sorgere una parte delle strutture dell’approdo. In pratica la cooperativa chiede ai soci di dare seguito all’opzione d’acquisto firmata circa due anni fa con il proprietario del terreno di 1,36 ettari classificato come ad uso e valore agricolo. I soci che non verseranno il contributo entro i tempi messi a disposizione dalla cooperativa finiranno in fondo alla graduatoria.
L’acquisto dei terreni è uno strumento che garantirà alla cooperativa, o almeno dovrebbe, una posizione privilegiata rispetto agli altri soggetti che hanno messo in campo i progetti. Oltre alla Marina di San Giovanni sono ferme in conferenza dei servizi le carte presentate da Esaom, Sales e Teseco. Progetti che sono congelati in conferenza dei servizi, in attesa dell’approvazione definitiva della variante.
La richiesta del contributo da parte dei soci, tuttavia, si attesta in una fase in cui non è ancora chiaro chi sarà l’esecutore dell’approdo turistico. E sono forti inoltre le pressioni e le preoccupazioni che ruotano intorno al porticciolo da 350 posti barca.
Ai dubbi sollevati dagli ambientalisti per il rischio di impatto ambientale dell’approdo, emersi fin dalle prime battute dell’iter della variante, si sono aggiunte in questi ultimi mesi anche le perplessità di Esaom, preoccupata per il rischio di incompatibilità tra il progetto di Porto Cantieri e quello di San Giovanni.
Sebbene il Comune abbia specificato come l’approdo turistico sia riservato a imbarcazioni di taglia inferiore rispetto a quelle che saranno ospitate nel Porto Cantieri, l’azienda cantieristica teme che le due infrastrutture possano farsi concorrenza. L’acquisto del terreno da parte della Marina di San Giovanni è una mossa in più di una partita a scacchi che si preannuncia ancora molto lunga.
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