Il Tirreno

Le minoranze ora si ribellano

«Maggioranza intollerante: il presidente faccia rispettare le regole»

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PIOMBINO

 I consiglieri comunali di minoranza non ci stanno più e pongono con forza l’attenzione sulle regole democratiche, sulla giusta considerazione delle forze politiche, ma soprattutto sul rispetto della dignità della persona, Lo fanno con una mozione sottoscritta da Giampiero Amerini (Fli), Federico Pazzaglia ( Pdl),Riccardo Gelichi (gruppo misto, Torrino Checcoli (Prc) e Luigi Coppola (Udc).

A loro dire «alcuni consiglieri di maggioranza hanno più volte cercato di inibire, sia la forma che i contenuti, degli interventi delle minoranze in modo poco tollerante, spesso anche con termini a dir poco ruvidi, in modo del tutto immotivato, considerata la schiacciante superiorità numerica che esprime la maggioranza e i toni, risoluti ma pacati, con cui le minoranze si sono fino ad oggi contraddistinte».

«Abbiamo più volte lamentato la scarsa e intempestiva documentazione inerente le delibere all’ordine del giorno. Atteggiamento che non consente uno studio approfondito dei problemi all’attenzione, tanto meno la possibilità di contribuire con eventuali emendamenti a migliorare la stesura dei provvedimenti e quindi a una possibile convergenza».

Le minoranze lamentano poi problemi legati alle commissioni, «convocate con metodi subordinati alle esigenze interne alla maggioranza».

Citando dunque precisi articolo dello statuto e il regolamento del Consiglio, viene richiamato il dovere del presidente a fornire «adeguata documentazione relativa e preventiva informazione sulle questioni sottoposte al Consiglio, mettendola a disposizione dei consiglieri presso la segreteria della presidenza alla diramazione degli avvisi di convocazione».

Inoltre le commissioni permanenti «hanno diritto di ottenere dalla giunta , dagli enti e aziende dipendenti dal Comune informazioni e atti e possono disporre audizioni di persone» Ricordando anche che « Non può essere opposto alle richieste il segreto d'ufficio».

Infine, citando il regolamento, le minoranze ribadiscono che «nella discussione degli argomenti i consiglieri hanno il più ampio diritto di esprimere apprezzamenti, critiche, rilievi e censure su atteggiamenti, opinioni e comportamenti politico-amministrativi, nei limiti del civile rispetto delle persone e delle istituzioni».

Viene infine rivendicato il diritto, senza vincolo di mandato, di adempiere a lle funzioni della carica elettiva, con piena libertà d’iniziativa, di opinione e di voto».

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