Attenzione
L’ira degli albergatori: ora basta con le stangate
Non piace la tassa di soggiorno decisa dall’amministrazione di Portoferraio «Troppe disparità, non ci possono essere sorprese per chi viene in vacanza»
PORTOFERRAIO
L’imposta di soggiorno che si appresta ad istituire il comune di Portoferraio non piace all’associazione albergatori elbani che la considera un pericolo per la stagione turistica 2012 e propone altre soluzioni, tra cui una city tax. «La stagione si apre tra un mese – afferma Massimo de Ferrari, presidente dell’associazione - ed ha tutte le premesse per prospettarsi fortemente negativa». Di ritorno dalle più importanti fiere turistiche europee, il bilancio risulta promettente per i mercati svizzero, tedesco e russo che mostrano interesse per l’Elba, ma risulta gravemente in crisi quello italiano che segna un meno 15% nelle prenotazioni. Le presenze straniere si dovrebbero mantenere sugli stessi livelli della stagione 2011 con le prospettive di un incremento se i collegamenti aerei, le iniziative promozionali, i trasporti via mare si indirizzeranno nella direzione di dare certezza al prezzo, accompagnato dalla qualità del soggiorno. «In questo difficile frangente – continua De Ferrari - l’Elba deve mostrarsi compatta per affrontare l’emergenza 2012 e per agganciarsi al turismo mondiale che dà segnali di crescita nel 2013». E secondo gli albergatori non c’è spazio per altre tasse, soprattutto considerando che l’imposta di soggiorno è prevista da Portoferraio ma, secondo non da Capoliveri, Marciana Marina e Porto Azzurro. «Questo - afferma il presidente - creerebbe una disparità tra le aziende ricettive del capoluogo e le altre. Gli albergatori non hanno la possibilità di ripianare i bilanci dei comuni con la tassa di soggiorno – continua – sarebbe tropo facile a nostra volta scaricare sui clienti questi costi. Sarebbe anche facile aprire le aziende da giugno a settembre, ma deplorevole dal punto di vista sociale perché si creerebbe un problema economico e di disoccupazione sull’Elba». Gli operatori ripropongono la tassa di sbarco o di accesso, come misura alternativa per supportare i costi della promozione. «Un’altra soluzione – riprendono – è la campagna promozionale unitaria che già abbiamo presentato e che contiamo venga fatta propria dal Nuovo Comitato Elbano scaturito dall’accordo di programma turistico delle amministrazioni». L’ultima misura potrebbe essere il credito alle imprese, per sostenere costi di promozione e affrontare l’emergenza da parte del sistema bancario elbano. Se poi non venisse emanata dal governo la tassa di sbarco gli albergatori propongono una equa City tax a cui contribuiscano anche i turisti del sommerso.
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