Sicurezza
Per vedere un progetto serviranno almeno 4 o 5 anni
Un nuovo ospedale per allargare il bacino di utenza, fino al nord di Grosseto da una parte e Castagneto dall’altra oltre che, ovviamente, per assolvere alle esigenze di Piombino
PIOMBINO. Un nuovo ospedale per allargare il bacino di utenza, fino al nord di Grosseto da una parte e Castagneto dall’altra oltre che, ovviamente, per assolvere alle esigenze di Piombino e del resto della Val di Cornia, senza dimenticare l’Elba.
Prima del dibattito pubblico di mercoledì sera, nel pomeriggio c’è stato un incontro fra l’assessore regionale alla sanità, il gruppo dirigente del Pd, i sindaci di Val di Cornia ed Elba, i responsabili di zona dell’Asl, gli operatori del settore. Per ora sembra impossibile fare una previsione sui tempi e sui costi. Nessuno se la sente di lanciare cifre, mentre una tempistica attendibile, in relazione a progetti simili, sembra attestarsi su 4 o 5 anni.
L’ipotesi Riotorto pare essere la più probabile. «Il progetto è concreto – conferma l’assessore Anna Tempestini – Puntiamo a una localizzazione baricentrica». Al di là della realizzazione del nuovo ospedale, quel che preme sottolineare al segretario di federazione del Pd, Valerio Fabiani, è l’avvio del processo di integrazione fra le due strutture di Piombino e Massa Marittima. «Dobbiamo capire come renderle complementari – spiega Fabiani – in modo da definire un bacino più largo. Ovvio che noi stiamo promuovendo un’idea politica, poi il lavoro vero e proprio spetterà alle Asl. È importante da oggi avere una concezione unitaria del territorio; e non parlo solo della sanità, ma anche di modello di sviluppo, di assetto istituzionale, di promozione turistica».
Dal canto suo il consigliere regionale del Pd, Matteo Tortolini, scioglie le riserve sul futuro di Villamarina: «L’obiettivo finale sarà la delocalizzazione del presidio. Con la Regione abbiamo aperto una discussione che dovrà prendere piede nel territorio; la politica locale dovrà portare avanti questo processo».
L’iter per la nuova struttura prevede come primo passo la localizzazione nel piano delle opere sanitarie territoriali, e l’eventuale modifica ai relativi piani regolatori, una volta che la Regione ne recepisca l’opera.
Quando poi verrà approvata la previsione urbanistica entrerà in gioco la vendita di Villamarina, di pertinenza dell’Asl, con l’ipotesi del cambio d’uso. Cosa potrebbe prendere il posto dell’imponente struttura è prematuro saperlo, anche se la destinazione più probabile sembra essere quella turistico-ricettiva.
Da un punto di vista economico, ci si domanda se la vendita di Villamarina garantirà finanziariamente il nuovo presidio ospedaliero. Certezze non ce ne sono per ora, anche se pare improbabile che il ricavo della transazione possa coprirne interamente il costo.(f.l.)
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