Il dolore
Unicoop punta al rilancio e dice stop agli ipermercati
PIOMBINO Al quartier generale di Unicoop Tirreno, a Riotorto, si respira un’aria nuova. Il lavoro dei due nuovi direttori, Massimo Lenzi (organizzazione) e Fernando Pellegrini (finanza, patrimonio e...
PIOMBINO
Al quartier generale di Unicoop Tirreno, a Riotorto, si respira un’aria nuova. Il lavoro dei due nuovi direttori, Massimo Lenzi (organizzazione) e Fernando Pellegrini (finanza, patrimonio e bilancio) ha portato ad una totale riorganizzazione interna.
E’ preludio ad una nuova fase di crescita della cooperativa di Vignale che si appresta a coprire la voragine finanziaria degli ultimi anni, frutto di scelte sbagliate in territori difficili (come la Campania). Un percorso in salita che parte dal 2012 e durerà fino al 2015, con l’unico obiettivo di risanare i conti ed affrontare le nuove sfide sul fronte della concorrenza con gli altri marchi di vendita locali. Il pareggio di bilancio è attesto solo entro il 2014.
I dettagli del bilancio preventivo 2012 saranno presentati lunedì prossimo (alle 16) al cinema teatro Metropolitan. Il mercoledì successivo c’è il bis all’interno della Cittadella delle Associazioni, in via Pertini, a San Vincenzo, anche per i soci di Venturina e Campiglia.
A questi due incontri Unicoop Tirreno si presenta con due dati interessanti: un fatturato di mille e 200 milioni di euro ed una base sociale formata da oltre 890mila soci. Di questi circa 140mila sono anche depositari dei loro risparmi. Ora la filosofia di sviluppo Unicoop parla una nuova lingua: prima di tutto ci sarà un’attenzione particolare al contenimento dei prezzi, poi sarà cancellata la divisione netta tra iper, supermercato e piccolo incoop.
Una delle regole d’oro di Unicoop Tirreno sarà quella di radicarsi dentro i territori, come vollero nel Dopoguerra i padri fondatori (i soci che la formarono). Tradotto in gergo commerciale, significa una lotta impegnativa alla concorrenza, nella convinzione che questa crisi modificherà anche in futuro i comportamenti economici delle famiglie, che saranno sempre più orientate all’essenziale.
Stop agli ipermercati. Perché il peso di una crisi economica che dura ormai da qualche anno sta mettendo all’angolo questo tipo di strutture, grandi e troppo costose. Al contrario, i piccoli negozi, che si trovano nei centri storici, vanno alla grande. Stilando la lista di costi e ricavi di ogni singolo canale di vendita, il risultato è fin troppo chiaro. Tanto da scrivere un nuovo capitolo negli investimenti di Unicoop: d’ora in avanti avremo solo i superstore alimentari. Questo perché il cibo regge alla crisi: le vendite sono calate solo dell’1,4 per cento. Piccola cosa davanti al crollo registrato dagli altri settori, pari al 7 per cento solo nel 2011.
Prestito sociale in calo. Tra gli effetti della crisi, ne è convinto Pellegrini. E sotto l’effetto di tagli ed aumenti, le famiglie continueranno a prelevare i loro risparmi anche per tutto il 2012. Unicoop s’impegna ad ovviare alle difficoltà di prelevare oltre i mille euro in contanti, per via dei provvedimenti antievasione introdotti dal governo Monti. In aumento solo il numero dei nuovi soci prestatori, a seguito di una campagna a sostegno del prestito a loro riservata. Unicoop Tirreno guarda con timore questo andamento perché è da questi soldi che derivano parte degli investimenti di tutta la cooperativa.
Katia Ghilli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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