Gioco
Piano per Baratti, l’inatteso ritorno dell’hotel al Casone
La previsione rispunta dalla Conferenza dei servizi ed è subito polemica da parte dei movimenti e di Sel
PIOMBINO. Il piano su Baratti rischia di diventare di nuovo un caso: per domani è fissata la presentazione (ore 17 Centro giovani) ma alla vigilia le anticipazioni sul contenuto del piano – in particolare la previsione di un hotel al Casone, che sembrava ormai cancellata dall’esito del percorso partecipato – agitano le acque della politica.
Così di seguito sulla questione dell’hotel tornano Riccardo Gelichi, consigliere di “Ascolta Piombino”, il movimento “Giù le mani da Baratti” che mesi fa aveva ingaggiato una battaglia su questo tema, e Sinistra e libertà, con l’ennesima richiesta di chiarimenti agli alleati di governo.
Gelichi cita il verbale della Conferenza dei servizi dove appunto si legge che «in particolare per il Casone occorre prevedere interventi d'alta qualità alberghiera». E a questo proposito cita le conclusioni del percorso partecipato in cui «rispetto al Casone, è uscita la seguente indicazione: “Una destinazione d'uso ricettiva di lusso potrebbe rendere il Casone un luogo esclusivo ed escludente”».
«Il garante – prosegue Gelichi – poi disse che si doveva puntare “alla creazione di una struttura ricettiva non di lusso ovvero alla realizzazione di una struttura d'accoglienza a prezzi contenuti che possa ospitare giovani, studenti, archeologi, turistiorientati all'esplorazione della natura o turismo culturale”. Io non discuto quindi il merito – conclude il portavoce di “Ascolta Piombino” – sul quale mi sono già espresso più volte, ma il metodo, dove tutto deve essere confuso, lento, con la speranza che tanto poi la gente si dimentichi. Se si chiede la volontà popolare, poi dopo la si deve rispettare».
Ugualmente preoccupati sono i toni di “Giù le mani da Baratti”, sorpreso che il piano per Baratti «sia andato alla Conferenza dei servizi prima ancora di essere presentato al pubblico. E la Conferenza dei servizi, il 20 ottobre e poi il 13 gennaio, si è svolta in Regione nel silenzio più totale». A preoccupare in particolare è il riferimento agli “interventi di alta qualità alberghiera” «dopo che l’assessore Francardi aveva parlato di adibire il Casone a “locanda Toscana” e “ a botteghe a km 0”». “Giù le mani da Baratti” infine si chiede «perché questo documento venga reso pubblico a cinque mesi dalla sua stesura».
Poi la polemica finale di Sinistra, ecologia e libertà, che attraverso la segreteria di zona chiede chiarimenti sulla situazione «dopo un movimento di opinione pubblica che aveva condotto l’amministrazione a indire un percorso partecipativo, percorso che ha rappresentato un forte momento di partecipazione democratica, del quale rendiamo merito a questa amministrazione. Questo percorso, che ha visto la partecipazione attiva di molti cittadini, ha avuto il suo esito nella stesura di un documento che l’amministrazione comunale presenterà ufficialmente venerdì. Il percorso partecipato non ha quindi ancora completato il suo iter – dice Sel – che appunto, si concluderà con la restituzione ufficiale: ma nella sua restituzione ufficiale prevedeva per il Casone una “destinazione ricettiva e per servizi al parco archeologico”: le istanze avanzate nel percorso partecipato, erano state quasi completamente recepite. Il 13 gennaio si è invece riunita per la seconda volta la Conferenza dei servizi tra Regione, Comune e direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana in cui si prevedono per il Casone “interventi di alta qualità alberghiera”. Si torna così alla proposta che era stata fortemente contestata nel percorso partecipativo. Siamo preoccupati e contrari a questo modo di procedere – conclude Sel – che sembra ignorare le legittime e argomentate istanze della democrazia partecipata».
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