Sicurezza
Mancano solo 500 firme per dire sì al referendum
Il comitato per il Comune unico lancia la volata per raggiungere quota 5mila Sabato raccolta porta a porta nei comuni con le medie più basse di sottoscrizioni
PORTOFERRAIO
«La meta è a un passo. Ci mancano solo qualche centinaio di firme». Gabriele Orsini, responsabile del comitato per il Comune unico dell’Elba, lancia lo sprint finale della campagna iniziata un anno fa. L’obiettivo è raggiungere le 5mila sottoscrizioni, il numero necessario per poter chiedere l’indizione del referendum per il Comune unico. «Siamo a poco meno di 4.500 firme – dice Orsini – vogliamo superare le 5mila entro il 25 febbraio, quindi ci lasceremo marzo per compiere le verifiche e mettere insieme qualche firma in più nel caso in cui alcune non venissero convalidate».
E per dare l’accelerata decisiva il Comune unico chiede uno sforzo in più agli autenticatori che questo sabato (e anche il 25 febbraio quando a Portoferraio si svolgerà il convegno sul riordino degli enti locali) daranno vita ai “Referendum days”, una sorta di raccolta firme porta a porta, concentrata soprattutto nelle zone più resistenti al fascino dell’unificazione amministrativa. I dati raccolti a poco più di un mese dalla deadline del 27 marzo, data entro cui dovranno essere consegnate le firme, parlano di una particolare resistenza nei comuni di Rio Marina, Marciana e Marciana Marina, dove non è stata superata la soglia minima del 10%. «In quelle zone dobbiamo far meglio – spiega Gabriele Orsini – sarà per la resistenza dei sindaci o magari per lo scarso impegno degli autenticatori, fatto sta che in questi giorni concentreremo gli sforzi per far salire quella percentuale». Ma intanto la settimana calda è scattata già martedì a Capoliveri, nel corso dell’incontro in una sala consiliare gremita, organizzato dal sindaco Barbetti per discutere del Comune unico. «Non vogliamo imporre la nostra scelta a nessuno, ma dare la possibilità ai cittadini elbani di decidere il proprio futuro – spiega Orsini – da mesi stiamo illustrando i vantaggi legati alla semplificazione amministrativa. Ci siamo resi conto che a preoccupare i contrari è soprattutto la paura di perdere l’identità locale, il sindaco della porta accanto. In realtà i municipi e i servizi resterebbero sul territorio, questo rischio non c’è».
Mancano poche firme, dunque, al raggiungimento dell’obiettivo referendum. Ma il cammino del comitato, in questi mesi, non è stato semplice e, spesso, è stato al centro delle polemiche. «Le difficoltà non sono mancate – dice Orsini – ma siamo stati ripagati dall’aver visto tanta gente che, spontaneamente, è venuta a firmare anche senza esser sicura se votare per il sì o per il no al Comune unico, ma solo per il desiderio di partecipare e di scegliere il futuro dell’isola».
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