Il Tirreno

«Basta ritardi, i cinghiali ci rovinano»

Gli agricoltori accusano: mentre la Regione pensa alla concertazione i nostri raccolti vanno distrutti

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO

«La Regione si assuma le sue responsabilità e non si trinceri dietro il paravento delle competenze». Il comitato per l’eradicazione del cinghiale e del muflone all’isola d’Elba chiama in causa l’ente fiorentino per avere una soluzione all’emergenza ungulati, visto che fino ad ora quanto era stato prospettato dagli enti competenti al tavolo tecnico convocato dalla vice prefettura è rimasto lettera morta.

«Una soluzione sembrava trovata con la distribuzione diffusa di chiusini sia in area protetta che fuori – spiega Vittorio Rigoli, portavoce del comitato – l’Atc aveva presentato un documento in cui ammetteva che la situazione è fuori controllo, impegnandosi ad assicurare la fornitura di chiusini ai privati fuori parco». Ma in questo caso erano i Comuni di riferimento a dover dare i permessi per le gabbie sui terreni privati prescelti: a quanto risulta al comitato i permessi non sono mai arrivati.

E la situazione resta la stessa di quattro mesi fa quando fu riunita la task-force che avrebbe dovuto in tempi brevi risolvere l’emergenza: gli agricoltori continuano a subire ingenti danni soprattutto dai cinghiali. «A questo punto si richiedono misure straordinarie da parte della Regione e del governo – continua Rigoli - visto che stiamo correndo il rischio che gli agricoltori inizino a farsi giustizia da soli. Quando la gente comincia ad essere sfiduciata e rassegnata al punto di non avanzare proposte e neanche richieste di risarcimento per i danni vuol dire che l’allarme ha già suonato».

Alla giunta e al presidente regionale il comitato quindi chiede di «fare quel che devono senza ulteriormente attardarsi sul falso mito della concertazione istituzionale e della composizione degli interessi corporativi che - ribadisce il comitato – sono contrapposti a quelli dei singoli cittadini».

In questi caso è chiamata in causa anche l’Atc che secondo i membri del comitato “trincerandosi dietro la scarsità delle risorse economiche necessarie a predisporre gli interventi necessari, usa l’emergenza ungulati come pretesto per rivendicare impossibili, quanto inutili, deroghe alla legge sulle aree protette che consente la libera caccia dentro il parco». Intanto per il 23 febbraio è stato convocato un incontro presso la prefettura per fare un nuovo punto della situazione con i soggetti del tavolo tecnico.

Antonella Danesi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa