Sicurezza
Supertassa sulle barche L’Elba teme di affondare
I gestori degli approdi: «Servirà solo a far scappare i paperoni all’estero» E a Marciana Marina già si pensa agli sconti sulle tariffe per addolcire il colpo
PORTOFERRAIO. La tassa sugli yacht fa tremare l’Isola d’Elba. L’imposta per i beni di lusso introdotta dal Governo Monti rischia di far scappare i “paperoni” all’estero, con ingenti danni per l’economia locale. Chi più ha, più dovrebbe dare, ma per risparmiare qualche migliaio di euro i proprietari delle imbarcazioni sono disposti a dire addio all’Italia. E così alle marine elbane, da fine dicembre, si respira un’aria più pesante del solito.
A Marciana Marina, per far ingoiare più dolcemente la tassa governativa, già si parla di un possibile -30% sui ricavi annuali, conseguenza degli sconti che verrebbero praticati ai diportisti in arrivo. La stessa società che gestisce l’approdo marinese, nei porticcioli gestiti a Portofino, ha visto ad oggi crollare le prenotazioni estive di quasi un terzo rispetto al 2011.
La tassa. L’imposta dovuta dai proprietari dei natanti varia a seconda della lunghezza della barca ed entrerà in vigore dal primo di maggio. Si tratta di una tassa sullo stazionamento nei porti e sull’ancoraggio nelle acque pubbliche, anche se in concessione ai privati. Potrà essere pagata sull’intero anno o calcolata per ogni giorno di ormeggio.Dall’imposta non sono esenti neanche i cittadini stranieri, ed è anche per questo che gli operatori turistici locali si dicono preoccupati.
È innegabile che il balzello spaventi gli operatori elbani, preoccupati per le ripercussioni sull’economia turistica, anche se al momento è presto per parlare di disdette. Le prime prenotazioni, soprattutto a Portoferraio, arrivano verso fine marzo, ma molti diportisti si stanno già organizzando per evitare di passare dall’Arcipelago. Invece di pagare il conto, i “paperoni” potrebbero darsi alla fuga migrando in Corsica, Francia o Spagna, non versando neanche l’Iva degli ormeggi e senza spendere alcun euro nei bar, ristoranti o negozi dell’isola.
I numeri elbani. Marciana Marina, insieme a Portoferraio, è il porto che potrebbe risentire maggiormente della crisi. Nella darsena ci sono 350 posti barca. Nel 2010 sono transitate 5.410 imbarcazioni, di cui 4mila solo nel periodo estivo. Numeri importanti, come del resto anche nel 2011. Nell’ultimo anno, la metratura media delle barche è stata di 15-16 metri. «Questa tassa potrebbe rappresentare una vera e propria batosta per il turismo elbano – dice Giancarlo Linari, direttore della Portofino srl, la società che insieme alla Lega Navale gestisce l’approdo marinese – e mi preoccupano soprattutto i segnali di incertezza per la prossima stagione. La nautica italiana è già in difficoltà a causa della concorrenza con tutti i paesi del Mediterraneo e, con questa ulteriore stangata, sarà difficilissimo reggere il colpo».
Sconti per sopravvivere. A Marciana Marina la Portofino pensa di abbassare i prezzi per invogliare i turisti a rimanere, in modo che la tassa di stazionamento possa essere più indolore. «Le barche che ospitiamo sono lunghe in media 14-15 metri – spiega Linari – e questi mezzi dovrebbero pagare 10 euro al giorno di imposta, il 20% della tariffa diaria di un posto barca. Noi stiamo pensando di fare un sconto pari alla tassa di stazionamento e, così facendo, il nostro bilancio risulterà inferiore del 30%. Mi auguro di sbagliare, ma lo scenario potrebbe essere perfino peggiore se non confermeremo le presenze del 2011».
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