Il Tirreno

Lucchini, il governo promette aiuto

di Giorgio Pasquinucci

«Siderurgia importante per Piombino e per il Paese». Il ministero in moto per la ricerca di un partner industriale

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PIOMBINO

«La Lucchini è necessaria e indispensabile per Piombino e per il Paese». Lo ha affermato ieri, durante il vertice a Roma con azienda sindacati e istituzioni, il responsabile dell’unità crisi aziendali del ministero dello Sviluppo Giampiero Castano. Assente, perché impegnato al Senato, il sottosegretario De Vincenti che sta seguendo la vicenda Lucchini.

Per l’azienda erano ieri presenti Pierre Varnier, Marcello Ria, Marcello Calcagni ed altri dirigenti. Dall’altra parte del tavolo i responsabili nazionali per la siderurgia di Fiom, Fim e Uilm e la delegazione piombinese con Gabrielli, Fagioli e Renda. Per la parte istituzione l’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini, il sindaco Gianni Anselmi e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà.

Qual è in questo momento la situazione della Lucchini? Lo ha spiegato il capo dell’ufficio finanziario Ria. L’azienda in questo momento sta bru ciando cassa. E molta, secondo indiscrezioni 15 milioni al mese. Sul mercato non ci sono segni di ripresa, ma l’azienda sostiene di rientrare nei termini previsti dal piano finanziario attualmente all’esame del giudice per l’omologa. E a proposito dell’omologa la sola notizia positiva è che non c’è stata nessuna osservazione nei tempi previsti e il Tribunale è già nelle condizioni di decidere. «E l’auspicio di tutti – spiega il sindaco Anselmi – è che la decisione, positiva o negativa che sia, arrivi in fretta».

Quanto autonomia ha la Lucchini senza che si faccia avanti un acquirente? L’azienda ha cercato di aggiustare in qualche modo le previsione negative di Varnier durante l’incontro dei giorni scorsi in Regione, quando aveva parlato di 6-9 mesi di vita. Lo stesso capo della ristrutturazione ha precisato che sono in atto tutti i possibili interventi di efficientizzazione. Il sindaco ha fatto presente che non era previsto nel piano che l’azienda bruciasse cassa e che, nel quadro delle riduzione dei costi, il Comune non accetterebbe un abbassamento dell’attenzione su ambiente e sicurezza. La replica è che la situazione è difficile ma sotto controllo.

I sindacati hanno ovviamente insistito sull’urgenza di trovare un partner industriale che salvaguardi il ciclo integrale e l’occupazione. E sostegno in questo senso al governo e alle istituzioni lo hanno chiesto anche i manager dell’azienda. La necessità di agire in tempi stretti è stata sottolineata anche dal presidente della Provincia Kutufà.

Di fatto però, anche il vertice di ieri si è rivelato interlocutorio. Tutto per il momento resta ancorato alla decisione che prenderà il giudice Roberto Fontana. I problemi in un modo o nell’altro non finiranno. sarà arduo rispettare le tappe fissate nel piano, tra l’altro predisposto in tempo in cui la situazione appariva meno grave. Se il piano non venisse omologato, si aprirebbe in vece di nuovo lo scenario del commissariamento.

L’impressione di tutti sull’attuale coinvolgimento del governo è stata positiva. «Mi pare che in questo momento ci sia sul caso Lucchini quell’attenzione nazionale che abbiamo sempre chiesto», ha dichiarato il sindaco. Castano ha infatti ribadito l’interessamento del governo, mettendo in atto anche i possibili interventi per trovare un acquirente.

La trasferta romana di Anselmi per cercare soluzioni non si è tra l’altro limitata all’incontro di ieri. Il giorno precedente aveva avuto contatti con esponenti del governo e, ieri mattina, con il segretario del Pd Bersani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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