Il Tirreno

«Anche noi vogliamo una casa»

di Cecilia Cecchi

Ripalta Sommaruga, che vive col compagno e i figli in un garage, accusa: gli alloggi popolari ci sono

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PIOMBINO. Comune di Piombino, guardia di finanza e agenzia delle entrate uniscono le forze per scoprire le false dichiarazioni e poter stabilire - anche - chi occupa illegalmente le case popolari.

«Adesso speriamo di riuscire a trovare qualcosa anche per noi...» col giornale alla mano, per mostrare la pagina dove è riportata la notizia di queste particolari indagini incrociate, arriva in redazione Ripalta Sommaruga, 35 anni, che ormai dal 2007 vive “baraccata” in un garage a Riotorto.

«Mi sono rivolta a tutti presentando ogni tipo di domanda – racconta la signora Sommaruga – in comune perché qui siamo residenti, all’Asl vista la crescente emergenza. Però persino le assistenti sociali continuano a ripetermi che non c’è niente per nessuno. Siamo stati anche dal sindaco... ma non si arriva mai da nessuna parte».

I fatti.

Ripalta è arrivata a Riotorto da Roma nel 2007 insieme al figlio Federico (allora 7 anni). «Avevo alle spalle un matrimonio andato male e la voglia di ricominciare col mio nuovo compagno, Corrado Bianchi – aggiunge – Anche il lavoro estivo in cucina, allora, mi andava bene e pure una sistemazione provvisoria in garage, in attesa di una casa vera».

Poi la vita va avanti.

Federico che oggi ha 12 anni ha l’asma, difficile da curare in una situazione simile ed è nato anche Nicolò, che ora ha 13 mesi.

«Non possiamo più davvero andare avanti in questo modo – dice ancora Ripalta – Mi va giù male ripensare a quante ne abbiamo provate... Dopo due anni di residenza nel comune abbiamo fatto domanda per una casa popolare e persino per un alloggio d’emergenza, ma nessuno sembra avere soldi, possibilità. Pochi mezzi, disponibilità per nessuno è quanto mi è stato ripetuto nei giorni scorsi... Ma come possiamo ancora dormire e mangiare in una stanza, con la caldaia di fronte al letto e la bombola del gas per cucinare?».

Del caso se n’è discusso anche in consiglio comunale, ma poi non è cambiato nulla.

Intanto anche il compagno di Ripalta, Corrado Bianchi è disoccupato: la ditta dove lavorava ha chiuso i battenti il 30 settembre 2011.

«Pur con Nicolò ancora così piccolo - prosegue la signora – spero di poter tornare a lavorare come aiuto in cucina, la prossima estate...».

Insomma questa stretta nella ricerca per stabilire la validità dell’assegnazione di case popolari, ma anche dei contributi per gli affitti, ai soliti “furbetti” fa sorgere qualche speranza anche in questa famiglia.

«Se ne vedono succedere troppe pure qui a Riotorto - sottolinea Ripalta Sommaruga – case popolari che restano vuote per mesi e mesi... assegnate a chi, per altro, vive stabilmente altrove o che fa una vita molto al di sopra di quello che si pensa possa permettersi visto che arriva a fare richieste di questo tipo... e per noi ancora niente. Mi domando perchè».

«Dove lo faccio camminare il piccolo Nicolò – conclude – solo all’interno del suo box...?!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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