Sicurezza
Enel, i sindacati difendono le centrali a olio combustibile
« Le centrali Enel di Livorno e Piombino devono chiudere»? Le Rsu non ci stanno, ritengono anzi che «si debba produrre il massimo sforzo affinché si consolidi e si sviluppi ulteriormente la...
« Le centrali Enel di Livorno e Piombino devono chiudere»? Le Rsu non ci stanno, ritengono anzi che «si debba produrre il massimo sforzo affinché si consolidi e si sviluppi ulteriormente la presenza di Enel sul nostro territorio. Occupazione di qualità, è di questo che abbiamo bisogno – affermano – Non è certo attraverso attività saltuarie e di pochi mesi che si può ambire ad una vita dignitosa, priva d’umilianti e necessarie forme di sussidi sociali, ai quali purtroppo molti nostri giovani sono costretti a ricorrere».
Ecco perché a parere dei sindacati si deve cercare ogni modo o nuova tecnologia per rendere gli impianti più compatibili con l’ambiente, ma senza rinunciare alla loro presenza, adoperandosi per la formazione di un utile e costruttivo tavolo di confronto pubblico.
«Bene le fonti rinnovabili, bene la ricerca e il risparmio energetico – concludono – ma essendo tra i Paesi più industrializzati e tenendo conto della rinuncia al nucleare, crediamo non si possa rinunciare all’energia prodotta attraverso sistemi tradizionali».
«Oggi, nei due impianti di Livorno e Piombino, operano circa 250 addetti e non tutti sono dipendenti Enel. Le frasi che si sono sentite negli ultimi anni, non sono state né piacevoli né costruttive».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
