Il Tirreno

Tassa di soggiorno, il via in primavera

di Giorgio Pasquinucci

La bozza del regolamento all’esame della seconda commissione. Il 22 l’approvazione in consiglio comunale

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO

Ormai a grandi passi ci si sta avvicinando all’applicazione della tassa di soggiorno in tutti i Comuni della Val di Cornia. Ieri la bozza del regolamento di Piombino, che il 22 febbraio sarà sottoposto all’approvazione del consiglio comunale, è approdata alla discussione delle seconda commissione.

L’entità della tassa è prevista tra 0,50 e 2,5 euro, che saranno applicati, in modo differenziato, secondo le caratteristiche della struttura di accoglienza. L’ipotesi è quella di 50 centesimi per stella, che secondo i calcoli porterà ad incassare un euro a presenza. A determinare comunque anno per anno l’entità - ed è questo uno dei motivi di frizioni e anche all’interno della maggioranza - sarebbe la giunta.

Interessate tutte le strutture alberghiere ed extralberghiere, compresi i campeggi. Saranno i gestori delle strutture i responsabili della riscossione e del versamento del ricavato.

Sono previste esenzioni per minori di età inferiore a dieci anni, per familiari di persone ricoverate in strutture ospedaliere, per chi lavora in qualsiasi struttura ricettiva, per le persone che alloggiano in strutture ricettive a seguito di provvedimenti di autorità pubbliche, per portatori di handicap e per le gite scolastiche.

Quello delle esenzioni è un altro dei punti che rischiano di provocare ulteriori contrasti nella maggioranza e con le associazioni di categoria. L’Idv come la Confesercenti, per essendo fermamente contrari alla tassa, vorrebbero che almeno i lavoratori trasfertisti venissero esentati.

Anche il periodo di applicazione dell’imposta, dal 1° aprile a 31 ottobre, costituisce un elemento di frizione con le categorie. «Stiamo facendo i salti mortali per portare turisti fuori stagione – sostiene Adeanna Ghilli, segretaria della Confesercenti – e trovo assurdo che si faccia pagare la tasse per sette mesi all’anno».

Dalla tassa potrebbe essere ricavati almeno due milioni di euro all’anno, considerato che San Vincenzo vanta un milione e 200mila presenze e che Piombino è ormai attestato su circa 750mila, Campiglia su 100mila e Suvereto su 30mila.

Come verrebbero impiegate queste risorse? L’assemblea dei soci della Parchi, di cui fanno parte tutti sindaci, ha deciso che già da quest’anno i Comuni riassumeranno la gestione dei parcheggi. San Vincenzo, che non aveva aree di sosta gestiti dalla Parchi, si accinge invece ora a mettere a pagamento quelli sulla Principessa, dai quali prevede di ricavare circa 100mila euro, che però andranno a finire nelle casse comunali. Alla Parchi mancheranno dunque i 700mila euro netti che finora ha ricavato dai parcometri di Baratti e della Sterpaia.La tassa di soggiorno andrà dunque in primo luogo a coprire questo vuoto, consentendo un riequilibrio del contributo che ogni anno i Comuni versavano alla Parchi. Considerato che il fabbisogno calcolato dalla società sarà quest’anno di circa un milione e 200mila euro, la ripartizione tra i Comuni avverrà sulla base della capacità contributiva e non più su quella del numero di abitanti. Il Comune di Piombino, incassando i 700mila euro dei parcheggi costieri e riversando la stessa cifra sulla Parchi utilizzando le risorse della tassa di soggiorno, verrebbe così a risparmiare la quota parte del contributo che ogni anno dava a ripianamento del bilancio (250mila euro l’anno scorso.

Il resto di quanto verrà incassato sarà utilizzato per la promozione della ricettività, per progetti di sviluppo di itinerari tematici e per la ristrutturazione e l’adeguamento di strutture e servizi turistici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web