La manifestazione
Sentenza ribaltata in aula e Mancuso resta sindaco
La Corte: non c’è incompatibilità con il ruolo di segretario dell’Autorità portuale Il primo cittadino: «Ci speravo, ora al lavoro per il bene del mio Comune»
RIO MARINA
«Da domani lavorerò come se fosse il primo giorno del mio mandato». Paola Mancuso non ce la fa a nascondere la gioia. E’ salva. La sentenza della Corte d’Appello ha ribaltato la decisione assunta dal Tribunale di Livorno che aveva dichiarato l’incompatibilità tra i ruoli di sindaco e quello di segretario dell’Autorità portuale.
Una ferita per l’amministrazione comunale di Rio appena insediata, a cui sono seguiti mesi di forti tensioni con la minoranza guidata da Cesarina Barghini. L’incertezza sul destino della giunta Mancuso ha trascinato la situazione ai limiti della governabilità. Fino al colpo di scena di ieri. La Corte d’Appello ha accolto i due ricorsi, uno presentato dal sindaco e l’altro da un comitato di cittadini vicini all’amministrazione. Mancuso resterà al suo posto, con Barghini e la minoranza che accusano il colpo e annunciano, ancor prima di conoscere le motivazioni della sentenza, l’intenzione di ricorrere in cassazione. Ma il vuoto di potere e l’ipotesi di nuove elezioni già a maggio sono evaporate di botto, con il pronunciamento del giudice di Firenze.
«Se me l’aspettavo? Diciamo che ci speravo con tutte le mie forze – commenta a caldo il sindaco Paola Mancuso, che ha preferito non essere presente in aula ed ha appreso la notizia via telefono – ero convinta della debolezza di alcuni aspetti della sentenza di primo grado. In Appello si sono chiariti i dubbi ed è finalmente venuto fuori che i ruoli che esercito non sono incompatibili».
Mancuso resta in sella, dunque, ma ha davanti a sè un compito tutt’altro che semplice. Ora che lo spettro dell’incompatibilità è decaduto il sindaco dovrà lavorare per governare, distendere i toni in consiglio comunale e ricompattare la stessa maggioranza, messa a dura prova dallo stress di questi mesi fino al raffreddamento dei rapporti tra la stessa Mancuso e alcuni esponenti della maggioranza. «La sentenza era un momento di verifica cruciale – spiega – adesso credo che si possano creare le condizioni migliori per ritrovare unità, sia con la minoranza che con la maggioranza, e per lavorare per il bene di Rio Marina».
Ovvia, al contrario, la delusione di Cesarina Barghini, che ha già fatto sapere di voler ricorrere in cassazione. «E’ stato commesso un errore gravissimo – spiega – una sentenza del genere non sta né in cielo né in terra. L’incompatibilità era chiara, gli stessi giudici sembravano esserne convinti. Poi è accaduto qualcosa di inaspettato».
La rivale in consiglio comunale di Paola Mancuso è convinta che la decisione dei giudici comporti conseguenze politiche negative per Rio. «Purtroppo questa è una sconfitta per Rio Marina – spiega Barghini – c’era la possibilità di risorgere con le nuove elezioni, invece il paese resta condannato all’immobilismo».
Intanto l’Udc, il partito di Paola Mancuso, ha accolto con soddisfazione la sentenza d’appello. «Finalmente è stata fatta chiarezza su una vicenda durata troppo a lungo – dice il segretario provinciale Luigi Coppola – suscitando polemiche di cui la comunità locale avrebbe fatto volentieri a meno.
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