Il Tirreno

Ombre sulla sanità, allarme per le fughe di medici e pazienti

di Cecilia Cecchi

Bezzini e Bertagna (Sel) elencano una serie di proposte «Difendere eccellenze come il centro trasfusionale»

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PIOMBINO

Le tante ombre della sanità locale e le proposte di Sinistra ecologia e libertà. «La salute pubblica è un bene comune e non si può gestire secondo le leggi di mercato» Carla Bezzini coordinatrice per Piombino e Val di Cornia è chiara. All’incontro, nella sede di via Ferrer, anche Fausto Bertagna, operativo nel settore sanità.

Criticità. «Grave situazione di sofferenza - esordisce Bezzini – che la direzione sanitaria minimizza. Preoccupante la rassegnazione che si respira in Val di Cornia. Qui c’è - aggiunge – un ospedale di secondo livello, Livorno e poi tre di primo: Cecina, Piombino, Portoferraio organizzati per intensità di cure con una netta riduzione dei posti letto. Molte domande restano sospese: ad esempio, a Villamarina, ci sono 12 posti letto per l’ospedale di Comunità senza che sia ancora chiaro come vengono gestiti visto che non sono sempre occupati».

Organizzazione. «Si sono persi - sottolinea – primariati con professionalità di valore. E tanti pazienti vanno altrove. Mentre le liste d’attesa sono andate oltre i limiti di sostenibilità. Per qualunque prestazione diagnostica ci si rivolge sempre più al privato con costi aggiuntivi per famiglie già in difficoltà».

Cancellazioni. «Elettrofisiologia soppressa, per l’ implantologia si va a Cecina – ricorda Bezzini – Anche per urologia c’è una grande sofferenza. Poi il servizio tao che da essere una conquista è stato soppresso in modo brusco senza considerare che le terapie anticoagulanti devono essere seguite con la massima cura ed attenzione. Tra le nostre richieste c’è proprio quella si mettere tutti i dati a riguardo in rete, proprio per velocizzare il lavoro dei medici di famiglia».

Costante smantellamento. «Da vedere cosa succederà al centro trasfusionale - dice ancora – se ci sarà un solo medico responsabile per Piombino Portoferraio e Cecina... O i moltissimi disagi degli utenti per i prelievi di sangue che hanno visto crescere i tempi d’attesa e di richiesta nei distretti? A breve quattro posti letto d’osservazione (24 ore) al pronto soccorso, senza nessun medico in più: così non crescono i servizi. Poi i ticket... non servono da deterrente, sono fiscalità aggiuntive».

Emodinamica. «Il caso dell’infarto ad Agroppi – specifica – ha messo in risalto come molto si potrebbe fare se, anche qui da noi, ci fosse un ambulanza attrezzata per le emergenze coronariche come allestita a Rosignano. Da considerare che personale medico e infermieristico più l’attrezzatura avrebbe un costo non superiore a 250mila euro all’anno. Spesa sostenibile, da valutare, visto che continuano a crescere gli stipendi degli alti dirigenti... mentre si taglia personale».

Riabilitazione. «Molto da fare sia a Campiglia che a Viallamarina – conferma – A Campiglia è necessario attivare la presenza di un medico per 24 ore per permettere il ricovero (codice 26) di pazienti non stabilizzati. Spesso pure a Piombino il servizio è del tutto assente».

Opportunità. «Liste d’attesa? - sottolinea – Per le rischieste d’urgenza, grazie a una delibera regionale del 2006, è Asl che deve pagare 25 euro se la necessità non è evasa in 15 giorni. Per urologia, ci vuole una copertura notturna con reperibilità. Bisogna che la diagnostica radiologioca sia attiva 24 ore su 24 eppoi che il nostro centro trasfusionale resti com’è: un’eccellenza visto l’alto numero di donatori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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