Gioco
La Regione: Torre del Sale a metano o chiuderà per sempre
L’aut aut dell’assessore Anna Rita Bramerini. L’impianto, insieme a quello di Livorno, riacceso per l’emergenza freddo. Ma inquinano troppo
O riconversione, o chiusura. Se a dirlo è l'assessore regionale all'ambiente, le cose per Enel si complicano. L'aut aut di Anna Rita Bramerini è netto. E ipoteca chiaramente la disponibilità della Toscana ad offrire un altro contributo energetico in caso di emergenza.
In poche parole, potrebbe essere l'ultima volta che, in caso di necessità, le vecchie centrali ad olio di Livorno e Torre del sale entrano in funzione. Come sta accadendo in questi giorni con i due impianti attivati per affrontare la gelata e la riduzione delle forniture di gas.
A Firenze, insomma, non è piaciuta la situazione che si è determinata, con la Toscana chiamata a dare il suo aiuto subendo conseguenze doppie: inquinamento dovuto al combustibile e tagli nell'erogazione di energia con conseguenze gravi sul tessuto produttivo. Fabbriche chiuse (solo in lucchesia una quindicina di cartiere sono state costrette a sospendere l'attività) o rallentamenti produttivi. Anche nel polo siderurgico piombinese.
In sostanza l'assessore regionale sollecita la riconversione in chiave sostenibile dei due impianti che in tutto pesano in termini di potenza per più di 1.500 megawatt, oltre 1.200 dei quali garantiti da Piombino.
"La sicurezza energetica è un tema importante per il Paese - prosegue l'assessore - e siamo consapevoli del fatto che non si poteva rischiare di mettere in ginocchio la produzione. Ma chiediamo che la riapertura sia transitoria e che, in tempi rapidi, l'Enel presenti un progetto per una riconversione sostenibile delle due centrali"
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