Concordia, un’ombra sul turismo elbano
Le associazioni preoccupate per i possibili riflessi negativi. E anche il Parco sta pensando se costituirsi parte civile
PORTOFERRAIO
Dopo il Comune di Capoliveri anche il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Aumentano i soggetti che intendono costituirsi nel procedimento penale contro coloro che sono ritenuti responsabili del disastro della Costa Concordia al largo dell’Isola del Giglio, ma cresce anche la preoccupazione per l’allarme che si sta diffondendo in tutto il mondo e per le conseguenze che questo potrebbe avere sul turismo dell’Arcipelago.
Insieme a Capoliveri anche il Parco Nazionale dell’Arcipelago sta pensando se costituirsi in giudizio per la vicenda del naufragio e, proprio in questi giorni, l’ente sta formalizzando gli atti e le procedure.
Intanto si fanno i conti con le prenotazioni per la stagione 2012 e le notizie non sono buone.
A partire da Capoliveri, dove il sindaco conferma che non solo nel paese, ma in tutta l’Elba, ci sono già state disdette da parte di singoli e anche di tour operators , spaventati di possibili danni all’ambiente che potrebbero verificarsi, con la conseguenza che anche i più fidelizzati potrebbero guardare ad altre destinazioni.
Preoccupati anche gli albergatori elbani che sono appena tornati da alcune fiere turistiche europee, dove l’argomento principale è proprio il naufragio della Costa Concordia.
«E’ stato fatto molto terrorismo ecologico – afferma il persiane dell’associazione albergatori elbani, Massimo De Ferrari – un allarme ancora presente nelle parole del commissario Gabrielli e che fa preoccupare i nostri interlocutori internazionali. C’è molta attenzione per il naufragio, per l’Arcipelago e per l’Elba e alcuni sono piuttosto preoccupati. La prima cosa che ci chiedono alle fiere è se l’Elba è interessata in qualche modo da questa vicenda».
A Zurigo, a Vienna, a Ginevra i nostri potenziali visitatori estivi aspettano di conoscere le sorti del gigante del mare arenatosi sui fondali del Giglio. «Guardano tutti la mappa – continua De Ferrari - e qualcuno è allarmato. Alcuni frequentatori abituali della nostra isola aspettano di vedere come evolve la situazione prima di prenotare per la prossima stagione. A dichiarare preoccupazione sono per lo più i clienti svizzeri. Invece di fare allarmismo, in questo periodo sarebbe meglio tranquillizzare, visto che per ora la situazione della nave è sotto controllo».
Una posizione che trova d’accordo anche il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, che per ora non ha alcuna intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento contro i soggetti che risultassero responsabili del disastro della Costa. Non abbiamo elementi per costituirci parte civile - afferma Peria - credo che per farlo debba essere dimostrato un concreto ed effettivo danno e invece non è detto che ci sia collegamento tra quell’evento ed eventuali conseguenze negative per l’Elba». Secondo il primo cittadino portoferraiese non è molto saggio sollevare un polverone sulla vicenda perché sembra che ci siano problemi «quando invece per ora il nostro mare non sta soffrendo. E l’Elba non ha avuto conseguenze». Sicuramente però il mercato turistico non sta andando bene, le prenotazioni languono e addirittura sono cancellate. «La crisi e le manovre del governo hanno fermato il mercato italiano – spiega il presidente degli albergatori – a questo si aggiungono le tasse di stazionamento per gli aerei e per le imbarcazioni che vanno a colpire filoni del turismo che prima esistevano sull’Elba e che ora sono a rischio. A questo si aggiunge la vicenda della Costa e si arriva a un meno 15% sulle prenotazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno».
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