Il Tirreno

«Scuole al freddo solo due ore»

Papi si difende dalle accuse: forse mi attaccano perché sono vicine le elezioni

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PORTO AZZURRO

«Ma quali aule al freddo? Come non funzionava l’impianto di riscaldamento?» Il sindaco Maurizio Papi cade dalle nuvole e dell’episodio dà un’altra versione. «Il bruciatore non ha funzionato – dice – perché si doveva fare il rifornimento del gasolio e per legge è previsto che, quando si opera in questo senso il sistema deve essere fermo almeno da tre ore. Ritengo che non ci sia stato calore per due o tre ore, tante quante sono previste dalla legge». E il primo cittadino di Porto Azzurro precisa inoltre che, quando tutto funziona a regime, le aule sono scaldate anche ben oltre il dovuto. «Il giorno in cui abbiamo fatto il rifornimento – dice – abbiamo tenuto il bruciatore acceso anche durante la notte per evitare che i bambini, entrando a scuola trovassero gli ambienti al freddo. Mi domando: perché i genitori non si sono rivolti al dirigente scolastico? A me pare che la questione si colori di significati politici a 60 giorni dalle consultazioni elettorali per il rinnovo della pubblica amministrazione». I genitori avevano anche contestato il servizio della mensa. «Qui mi pare si voglia fare della demagogia. Il servizio mensa viene espletato per tutti coloro che rientrano in questa casistica – spiega ancora il sindaco – e che sono nelle condizioni per godere di una simile opportunità. Per chi invece non ci rientra, abbiamo offerto la possibilità di rimanere a scuola, ma il mangiare se lo deve portare da casa. Altro – conclude Papi - non si può fare».

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