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Fials contro l’Asl 6: «Sbagliato puntare sul nuovo ospedale»
«Problemi irrisolti, nuove difficoltà e sulla riorganizzazione, cambiali in bianco firmate da Cgil, Cisl e Uil all’Asl livornese. Per questo abbiamo chiesto un incontro al sindaco Anselmi»
PIOMBINO. «Problemi irrisolti, nuove difficoltà e sulla riorganizzazione, cambiali in bianco firmate da Cgil, Cisl e Uil all’Asl livornese. Per questo abbiamo chiesto un incontro al sindaco Anselmi».
Fials, con il segretario proviciale Massimo Ferrucci, interviene sulle questioni sollevate nei giorni scorsi dalle organizzazioni confederali, accusate di comportamenti contraddittori. Ferrucci parla di un uso discutibile delle risorse aziendali: «Sta procedendo da un lato alla realizzazione del nuovo ospedale di Livorno con un impegno di spesa iniziale di 266 milioni di euro e attua, inoltre, la esternalizzazione delle centrali di sterilizzazione con una spesa di 4 milioni e mezzo annui mentre con 10 potrebbero essere adeguate due di quelle esistenti. Da un altro versante invece taglia la spesa per il personale di oltre 900.000 euro nell’anno 2010 in conformità dei piani assunzioni concordati con Cgil, Cisl e Uil. Significa riduzione del personale alla assistenza diretta (medici, infermieri e operatori socio sanitari), tecnici sanitari e operatori tecnici. La chiusura dei centralini delle zone nelle ore notturne, la tele refertazione degli esami radiologici dell’Elba sono determinate dalla scelta immediata di accentrare le attività su Livorno determinando disagi per operatori e cittadini e sono l’emblema di una ristrutturazione che tende a ridurre le attività in assenza di una programmazione e con l’obiettivo di concentrare molte attività nella Azienda Ospedaliera Pisana».
Il Fials ha richiesto un incontro al sindaco e al presidente della Conferenza dei Sindaci per comprendere e definire le linee strategiche della politica sanitaria. «La direzione aziendale ha sommato nelle proprie mani troppo potere ed è il momento che le istituzioni rappresentative dei cittadini si riapproprino del loro ruolo previsto della legge regionale 40/2005».
Ferrucci trova singolare per la Val di Cornia continuare ad insistere sulla ipotesi di un nuovo ospedale evitando di confrontarsi con la realtà che presenta situazioni destinate «al progressivo dissolvimento quali il punto nascita. Abbiamo chiesto al direttore generale la conciliazione in sede aziendale allo scopo di definire il quadro complessivo in ordine agli assetti organizzativi, piano delle esternalizzazioni con riferimento ai carichi di lavoro e alle dotazioni organiche. Vogliamo assicurare ai lavoratori la possibilità di operare in sicurezza. E’ inaccettabile continuare sulla strada della mancanza di formazione, del non rispetto dei diritti al riposo e alle ferie come è ingiusto negare agli operatori incrementi di produttività e percorsi di carriera a fronte di impegni maggiori assunti nei nuovi modelli di organizzazione. In assenza di un negoziato vero e di positive soluzioni - chiude Ferrucci - saranno attuate le opportune iniziative di lotta non escludendo lo sciopero».
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