Gioco
Anche per la tassa rifiuti lotta ai furbetti evasori
Per le utenze domestiche il fenomeno è tutto sommato sotto controllo mentre è rilevante nelle imprese dove le penali sono state elevate fino al 30%
di Francesca Lenzi
PIOMBINO
È del 4% la media di evasione sulla tassa dei rifiuti nel territorio gestito da Asiu. La cifra, riferita all’ambito domiciliare, si riferisce all’ultimo anno accertato, il 2009.
Un paio di stagioni prima il dato era del 3%, mentre per il 2010 e il 2011 si parla rispettivamente di un 10% e un 15%. Queste ultime due percentuali non sono però definitive, in quanto suscettibili di modifica in base all’iter, ancora in essere, sui solleciti di recupero.
Non ci sono nello specifico grosse differenze tra i comuni gestiti da Asiu (Piombino, Campiglia, San Vincenzo, Suvereto e Castagneto Carducci). Per capire, nel 2007 l’evasione su Piombino comprende il 3% della popolazione, intorno al 4% è su San Vincenzo, mentre il 2% riguarda Suvereto. Una media, quella locale, inferiore al dato regionale che si attesta sul 6-7%. «Si deve distinguere tra l’azione che abbiamo messo in campo per recuperare l’evasione, che sia totale, del suolo pubblico o dei liberi professionisti, e gli episodi effettivi di fatture emesse e non pagate – spiega il presidente di Asiu, Fulvio Murzi – Nel primo caso entra in gioco il nuovo strumento della planimetria, introdotto l’anno scorso, che rovescia i criteri usati in precedenza. In pratica, mentre finora erano i cittadini a dichiarare la misura, e stava a noi verificarne la correttezza, con la planimetria del territorio abbiamo un presunto catastale che incrociamo con il suolo pubblico, e spetta la cittadino spiegarne eventualmente l’inesattezza».
Questo strumento condiziona soprattutto l’evasione del suolo pubblico: «Qui l’evasione finora era consistente – afferma Murzi – Con il sistema della planimetria comunque, in accordo pure con le associazione di categoria, stiamo cercando di avere una fotografia corretta del fenomeno da verificare e correggere».
Tornando alle fatture effettivamente emesse invece il discorso si divide in due scenari: c’è il cittadino che non paga la tariffa, e che va incontro al recupero per mano delle società di riscossione; e poi c’è un ambito prettamente imprenditoriale, con utenza da oltre 2.000 euro, che evade consapevole dell’inesistenza della sanzione. Almeno finora. «Nel 2010 abbiamo registrato in questo senso un’ evasione di 500.000 euro – continua Murzi – La penale prima era simbolica, sull’1%. Adesso, proprio per evitare un simile fenomeno, l’abbiamo alzata molto, fino al 30%, e in alcuni casi anche oltre».
È lotta dura quindi ai furbetti dell’evasione, anche nel settore rifiuti, dove, almeno per Asiu, le tariffe non subiscono aumenti da tre anni. «Al limite aumenta l’indice inflattivo – conclude Murzi – Oppure intervengono situazioni come a Suvereto, dove si è passati da Tarsu a Tia».
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