Finanza
Operazione topo: «Nessun rischio per Montecristo»
Capizzi (Agenzia dei parchi) ridimensiona l’allarme di Enpa E in realtà i “bombardamenti” aerei sono già iniziati
di Luca Centini
PORTOFERRAIO
«Guarda che i famigerati bombardamenti aerei sono già avvenuti». Dario Capizzi, esperto di controllo di roditori dell’agenzia regionale dei Parchi del Lazio e tra i redattori del progetto di eradicazione dei topi da Montecristo ha svelato il segreto. Che poi tanto segreto non era più da un pezzo.
Così, mentre all’Elba e fuori dall’Elba sta ancora andando in scena la guerra senza esclusione di colpi tra berte e ratti, ambientalisti e animalisti, parchisti e antiparco e chi più ne ha più ne metta, Capizzi fa il punto sul progetto redatto dal ministero dell’Ambiente e messo in campo dal Corpo forestale dello Stato (e non dal Parco). «Tra il 10 e il 12 gennaio scorso sono stati effettuati interventi dall’elicottero per liberare l’isola di Montecristo dai ratti – dice Capizzi – ed è importante intervenire perché sono una minaccia per la biodiversità in quanto distruggono specie importanti e rare, come la berta minore».
I dettagli del progetto sono già stati detti e ridetti. L’idea è lanciare dal cielo, o meglio da un elicottero, 26 tonnellate di esche velenose per cancellare i roditori ce proliferano sull’isola. Ma i metodi, pur approvati da enti autorevoli come l’Ispra e il corpo forestale, hanno creato un allarme diffuso che, giorno dopo giorno, si è autoalimentato. Così, se nei primi giorni di polemica, si parlava di pericoli per le altre specie animali gradualmente, con gli interventi delle associazioni di animalisti Lav ed Enpa, i toni sono saliti fino a parlare di ecatombi e catastrofi ambientali. «Con gli interventi dall'elicottero non si fa alcun danno al mare, perché le sostanze non sono solubili nell'acqua – dice l’esperto Capizzi – né alla lucertole o alle vipere, perché sono in letargo, né agli uccelli, che anzi hanno una vita più facile se i roditori non divorano i pulcini e le uova nei nidi. Quanto alle capre, le si proteggono. In definitiva il danno è solo per eventuali animali simili ai topi».
E se Legambiente ricorda come interventi simili siano avvenuti con successo e senza polemiche (l’ultimo in corso è in Georgia del sud), l’associazione italiana delle imprese di disinfestazione dà la colpa «ad atteggiamenti ambientalistici superficiali». Intanto il Comune di Portoferraio ha revocato la determina che sospendeva il nullaosta al progetto di eradicazione, dopo che il ministero ha chiarito che sul progetto, redatto per fini ambientali, il Comune non ha alcuna competenza.
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