Gioco
I big del ciclismo iniziano la stagione a San Vincenzo
Partenza fissata alle 10,45 sul viale della Principessa, confermato il passaggio da Venturina e Campiglia
SAN VINCENZO
I grandi del ciclismo oggi a San Vincenzo per il Gran Premio Costa degli Etruschi, prova d’apertura del calendario nazionale professionistico.
Un appuntamento che arriva in un momento molto particolare dal punto di vista meteorologico, tanto da costringere gli organizzatori a cambiare parzialmente il percorso. Un peccato perché proprio il tracciato prescelto era uno dei motivi di novità per la corsa e per gli appassionati. Attesi comunque a migliaia sia alla partenza di San Vincenzo che all’arrivo sulla via Aurelia a Donoratico.
L’appuntamento con il Gran Premio Costa degli Etruschi (194 chilometri in totale), anche quest’anno dedicato alla memoria di Sauro Bettini (il fratello maggiore del due volte campione del mondo e oro olimpico Paolo Bettini), è dunque fissato per stamani alle 10,45 all’hotel Riva degli Etruschi sul viale della Principessa.
Da qui i corridori punteranno verso sud, per la prima volta nella storia della corsa, solo che per le difficoltà legate alle bassissime temperature e al timore di incontrare strade gelate, salterà il tratto Baratti-Populonia, mentre ieri sera gli organizzatori ancora confermavano il passaggio da Venturina con la salita di Campiglia, prima asperità di giornata, dove i corridori potranno “accendere” la corsa. Rientrato su San Vincenzo, il gruppo inizierà a risalire la costa tornando sul percorso tradizionale verso Donoratico e La California, col tratto finale che sarà ripetuto più volte per la decisione (sempre a causa del meteo) di evitare le salite di Canneto e Monteverdi.
L’ultima parte della corsa come sempre vedrà dunque il gruppo sfilare ad alta velocità sul circuito da ripetere 5 volte con arrivo sulla Via Aurelia a Donoratico).
«Il nuovo percorso si potrebbe prestare anche a un colpo di mano», sostiene Italo Barsacchi, anima e cuore del comitato organizzatore assieme a Gerardo Carpentieri. «Per i più coraggiosi - dice Barsacchi - c’è infatti terreno per tentare una sortita da lontano. Dipenderà molto da come le squadre interpreteranno la gara e se qualcuno avrà la forza di tentare di evitare lo sprint di gruppo».
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