Sicurezza
Marchese e la magia dei fari
Il libro di Antonello Marchese presentato da Vincenzo Onorato
PORTOFERRAIO
«Mancava nel panorama editoriale italiano un volume sui fari della costa e delle isole toscane». Con queste parole Vincenzo Onorato, noto velista e armatore della Moby ha presentato “Fari di Toscana” edito dalla casa editrice livornese Debatte Editore.
Un luogo romantico e remoto, il faro che risplende nella notte per guidare il navigante; nell’immaginario collettivo una metafora di aiuto e dedizione umana; estrema enclave umana, terrestre e concreta contrapposta al mare; un simbolo dell’elemento marino e di tutto ciò che si oppone alle realtà e alla routine della vita moderna. L’idea di questo volume nasce dalla passione di Antonello Marchese, elbano doc che, colpito dalla bellezza dei paesaggi costieri arricchiti dalla presenza dei fari e ispirandosi all’opera dei grandi maestri della fotografia di mare, ha dapprima fotografato le strutture di segnalamento marittimo e sviluppato l’argomento nell’Arcipelago Toscano: da qui l’esigenza di allargare la ricerca, sia fotografica che culturale, ai fari di tutta la costa.
A completare quest’opera sono intervenute Annamaria “Lilla” Mariotti, scrittrice di Camogli e grande esperta di fari a livello internazionale che ha sviluppato la parte inerente ai fari della Toscana settentrionale e Laura Jelmini, appassionata velista e giornalista lombarda di nascita, ma toscana di adozione, che ha collaborato per la realizzazione della parte che riguarda i fari della Toscana del sud.
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