Sicurezza
Eolico, ok della Regione al parco in Bocca di Cornia
Anche Legambiente dà un giudizio positivo al progetto presentato dalla Fera Sei pale da 120 metri, tra la zona industriale e il mare, per una potenza di 18 Mw
di Giorgio Pasquinucci
PIOMBINO
La Regione ha concluso con un parere positivo le procedure di valutazione dell'impatto ambientale (Via) del progetto del parco eolico presentato dalla Fera srl di Genova. L'impianto prevede l'installazione di sei pale del diametro di 120 metri, per un'altezza totale di 180 metri, alla foce del Cornia, allineate lungo una fascia al confine tra il perimetro industriale della Lucchini e la zona umida del Quagliodromo, a circa 400 metri dal mare.
Le sei torri avranno una potenza di 3 Mw ciascuna, per una potenza complessiva, dunque, di 18 Mw. Gli studi preliminari condotti sull’intensità del vento prevedono un funzionamento per 2.158 all’anno, con una produzione di 38.700 Mw/h, ampiamente sufficiente a coprire il fabbisogno energetico per gli usi civili dell’intera città di Piombino.
Il progetto della Fera, che dopo la pubblicazione del parere sul Bollettino ufficiale della Regione, dovrà ora affrontare le procedure autorizzative nella conferenza dei servizi, è accolto con favore dal circolo delle Val di Cornia di Legambiente. «La nostra è una valutazione positiva – spiega il presidente dell’associazione Adriano Bruschi – perché consente di produrre energia da fonti alternative con un impatto estremamente ridotto sull’ambiente». Il pregio del progetto, secondo Legambiente, è quello di essere concentrato, con generatori allineati. «L’impianto – sostiene Bruschi – si inserisce inserisce in un territorio al confine dalla zona industriale, modificandolo ma secondo un disegno razionale. Positiva, in questo caso, anche la scelta di utilizzare generatori di grosso taglio. In definitiva si tratta di un buon compromesso tra l’impatto ambientale e la produzione di energia, che consentirà di abbattere, secondo le dichiarazioni dei progettisti, 39mila tonnellate di anidride carbonica all’anno».
Osservazioni al progetto era state avanzate in fase preliminare dal Wwf, considerato che la zona è considerata un corridoio attraversato dalla aviofauna migratoria che nidifica nella vicina oasi degli Orti-Bottagone. Su questo, e su altri aspetti, la Regione aveva chiesto integrazioni al progetto e, in fase di rilascio del parere Via, ha emanato una serie di prescrizioni che il progetto definitivo dovrà rispettare.
La Fera prevede tra l’altro, almeno in fase di cantiere, l’adeguamento e l’utilizzo della strada non asfaltata che dalla Geodetica porta al Quagliodromo. Una soluzione che però, secondo Legambiente, il Comune dovrà ben analizzare. «Sarebbe infatti più logico – sostiene Bruschi – non attraversare l’area umida ma accedere agli impianti passando dalla portineria Lucchini di Ischia».
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