Lutto
Una legge per i disabili gravissimi
Firme a sostegno del progetto voluto da www.dirittovitadignitosa.it
PIOMBINO
Sta andando avanti il percorso verso la proposta di legge regionale per i “disabili gravissimi”, promossa da Alberto Guerrieri, presidente dell'associazione www.dirittovitadignitosa.it, e padre di Roberto, unico caso accertato in Toscana colpito dalla sindrome "Locked-in", dopo un incidente stradale nel 2004. Con le 300 firme raccolte, Guerrieri ha dato il via all’iter giuridico, affidando l’elaborazione del disegno all’avvocato Luigi Murciano dello studio “Giovannini & Partners” di Pisa. Per lo sviluppo della proposta ci vorranno circa due mesi, e a quel punto potrà passare al Comune di Piombino per la stampa dell’elaborato legge, e le firme vere e proprie, necessarie per presentare alla Regione il progetto, perché questo sia poi discusso e votato. A fine giugno l’assessore regionale alla salute, Daniela Scaramuccia, aveva incontrato Guerrieri per sentire la sua richiesta di un progetto integrato di assistenza domiciliare attivo 24 ore al giorno, tutto l'anno, e gestito da personale qualificato. In questi mesi la situazione di Roberto sembra avere trovato una soluzione positiva, ma l’impegno dell’associazione non si ferma. «La proposta è rivolta esclusivamente ai disabili gravissimi e ai loro familiari – spiega – Per farlo è necessario considerare il concetto innovativo che vede le due figure come un corpo inseparabile. Una parte significativa di Piombino ha accolto l’iniziativa firmando il documento, che è molto chiaro: si parla di precise e concrete forme di assistenza e contributi economici». Aspetto importante è l’ambito nel quale il progetto vuole nascere, a favore della categoria “gravissimi”. Sono le persone disabili che «necessitano di assistenza continua 24 ore su 24, a volte prestata anche da più persone contemporaneamente, l’interruzione della quale, anche per un periodo molto breve, può portare a complicanze gravi o anche alla morte». Una ricerca recente individua il numero nell’ordine di 3-4000 sui 60 milioni di italiani.
Francesca Lenzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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