Il Tirreno

SIDERURGIA» ANSIA NELL’INDOTTO

Lucchini, si allungano i tempi del risanamento

Giorgio Pasquinucci
Lucchini, si allungano i tempi del risanamento

Il 10 febbraio scade il periodo di osservazione del piano finanziario ma si prevedono almeno altri 30 giorni prima del pronunciamento del giudice

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PIOMBINO Tempi più lunghi previsti per l’omologazione del piano finanziario della Lucchini. Il 10 febbraio scadono i tempi di osservazione del giudice del Tribunale di Milano, ma ci vorranno probabilmente almeno altri 30 giorni perché si arrivi ad un pronunciamento decisivo. In ansia soprattutto le imprese del sistema dell’indotto, che ormai vantano, secondo le associazioni di categoria, crediti per almeno 150 milioni di euro. Già l’allungamento dei tempi mette a seria prova alcune delle imprese più deboli, che rischiano di non avere il fiato sufficiente per arrivare a fine marzo. Ma se per caso il piano dovesse saltare, sfumerebbe la possibilità di incassare 68 milioni di euro che la Lucchini si è impegnata a versare a copertura del debito patologico.

Le preoccupazioni riguardano tuttavia anche la stessa funzionalità dello stabilimento, che deve fare i conti con risorse sempre più ristrette.L’altoforno sta producendo al ritmo di circa 3.200 tonnellate di ghisa al giorno e solo due delle quattro colate continue sono tenute in esercizio. Turni ridotti sono mantenuti ai laminatoi Tve e Tmp e la cassa integrazione per circa 300 persone sarà prolungata fino al 4 marzo. Ieri intanto si è riunito il Cda della Lucchini, ma nessuna anticipazione è trapelata sull’ordine del giorno in discussione. Saltato, proprio a causa della convocazione del Cda, il vertice che ieri si sarebbe dovuto tenere in Regione con l’azienda, i sindacati e i rappresentanti degli enti locali. Slittato a data data da definirsi anche l’incontro che i sindacato avevano chiesto al ministero dello Sviluppo economico.

Situazione in stallo, dunque, in attesa della scadenza del periodo di osservazione del piano. Prima è assai improbabile, secondo gli stessi sindacati, che per la Lucchini si faccia avanti un possibile acquirente, costante l’incarico affidato all’advisor Rothschild. La stessa situazione di incertezza che sembra influenzare, al di là delle difficoltà oggettive del mercato, i rapporti commerciali, sicuramente danneggiati dal prolungarsi delle vicissitudini dell’azienda. «In queste condizioni – sostiene Mirko Lami, uno dei coordinatori delle Rsu – non possiamo sfruttare, al contrario di quanto avviene per altre aziende europee, neanche quel minimo di ripresa che s’intravede». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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