Il Tirreno

L’elicottero difende il bosco dai bruchi

Contro l’assalto della limantria la Regione Toscana ha già stanziato circa 70mila euro per le bonifiche

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di Cecilia Cecchi

PIOMBINO

Non si attenderà un secondo attacco, devastante, al bosco del Promontorio. Quest’anno l’intervento contro la limantria si farà con l’elicottero.

A tratti la macchia tra Calamoresca e Populonia è ancora come “bruciata”, segnalano i cacciatori, ma anche quanti la zona la frequentano con regolari passeggiate o gite in bike.

Tanti alberi, sul versante che da Piombino guarda a Baratti, portano ancora i segni dell’assalto dei bruchi della farfalla limantria, temibilissimi defogliatori.

L’allarme, lo scorso anno, era diventato “visibile” a maggio.

Il disastro degli alberi - letteralmente “divorati” da questa farfalla ancora in stato larvale - si era rivelato definitivamente in giugno: allora percorrere i sentieri che tagliano la collina (ad esempio da Populonia Alta fino ai resti del monastero benedettino) era come camminare su un tappeto di bruchi.

Rischio altissimo per l’ambiente visto che, dopo le querce, possono attaccare ben altre 400 specie diverse di piante.

Insomma un panorama desolante.

A seguire un altrettanto preoccupante invasione di farfalle (le femmine depongono centinaia di uova anche, direttamente, sui tronchi).

Poi la natura ha fatto il suo corso, cioè i predatori classici (come coleotteri, uccelli e topi in gran numero) hanno banchettato e fatto pulizia. A fine estate il verde che scende dal Castello di Populonia a Baratti sembrava tornato all’antico splendore... sembrava.

Se si è arrivati a ricorrere all’elicottero evidente che quanto fatto nella primavera 2011 non poteva più bastare.

Allora, all’allarme limantria, si era risposto con degli interventi di contenimento delle larve mediante trattamenti localizzati, che vennero fatti proprio in queste zone di maggiore frequentazione turistica. Percorsi che vennero cosparsi a più riprese dagli operai forestali della Provincia con un “bacillo” che agiva esclusivamente sulle larve. Insufficiente.Da considerare, soprattutto, che esplosioni di bruchi - come quella del 2011 - hanno reso più fragili pure le piante giovani; gli alberi non potrebbero sopportare una seconda defoliazione in breve tempo.

A conti fatti, insomma, i dati di fine estate, relativi soprattutto al numero e alla posizione delle uova sulle piante non devono aver convinto il settore programmazione forestale della Regione.

Come promesso, è stata inviata al ministero la richiesta di autorizzazione per trattare il bosco con l’elicottero, con relativa registrazione temporanea del prodotto da utilizzare.

Ecco che – in questo gennaio 2012 – il servizio salvaguardia della natura della Provincia di Livorno conferma che la Regione Toscana ha finanziato «un intervento per prevenire il diffondersi delle larve di limantria nell'area del promontorio di Piombino».

«L'iniziativa – spiegano negli uffici della Provincia – prevede l'utilizzo di un elicottero per l'irrorazione di idoneo prodotto insetticida a base di “bacillo thuringiensis” (lo stesso diffuso dagli operatori a piedi lo scorso anno) , il cui impiego è ammesso anche nell'agricoltura biologica».

L'intervento sarà gestito dalla Provincia che ha già approvato la spesa di circa 60mila euro per l'acquisto del prodotto, a fronte di un finanziamento regionale di 69mila euro, finanziato dalla Regione Toscana per l'intera attività.

«Nelle prossime settimane - confermano in Palazzo Granducale – sono in programma una serie di riunioni con il Comune di Piombino, per definire le modalità di esecuzione dell'intervento e tutte le attività propedeutiche ai fini della sicurezza delle persone e degli operai forestali della Provincia impegnati nelle operazioni». Saranno fatte segnalazioni ai cittadini del calendario dei lavori, con la seguente, eventuale, interdizione dell'area nei giorni stabiliti.

La zona interessata è naturalmente quella del promontorio di Piombino, a partire da Populonia nelle aree boscate,verso sud.

«Il trattamento – spiegano ancora negli uffici competenti della Provincia – si svolgerà, presumibilmente, nella prima parte della primavera, periodo fine metà marzo/ aprile, prima che i lepidotteri completino la crescita, e comunque tenendo conto delle condizioni meteo».

Per ottenere il miglior risultato la data sarà concordata con gli esperti della Regione per stabilire il momento più giusto, rispetto allo stadio di maturazione delle larve.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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