La manifestazione
Assemblea pubblica per l’ospedale
I Comitati di nuovo all’attacco dell’Asl: «Ormai è finito il tempo delle promesse, vogliamo subito risposte»
di Luca Centini
PORTOFERRAIO
«La manifestazione del 7 ottobre non è bastata». Attacca così il volantino distribuito in tutta l’Elba dai comitati cittadini che, in questi mesi, hanno dato impulso alla protesta organizzata contro i vertici dell’Asl per la gestione del presidio ospedaliero elbano.
Oggi, a partire dalle 15 nella sala della Provincia in via Manzoni, i comitati torneranno a parlare di diritto alla salute in un’assemblea pubblica, in preparazione della conferenza dei sindaci in cui si cercherà una sintesi tra le richieste formulate dal territorio e le risposte attese dall’Asl.
I nodi da sciogliere sono gli stessi che hanno ispirato la protesta di ottobre, dal depotenziamento di alcuni reparti dell’ospedale lamentato dai comitati, su tutti ortopedia e medicina, all’intensificazione delle sinergie tra i presidi di Portoferraio e Piombino. Ma il termine sinergia, secondo il parere dei responsabili dei comitati, nasconde il vero significato della questione, ovvero l’indebolimento dell’offerta sanitaria dell’isola. «Metteremo in campo nuove azioni – annunciano i comitati – pretendiamo la restituzione delle unità operative e non vogliamo il mezzo servizio con nessuno».
L’assemblea sarà un’occasione, insomma, per parlare anche della proposta di collaborazione con Piombino per il punto nascite - ipotesi che ha fatto storcere la bocca a molti - fino alla politica dei tagli e all’uso delle risorse da parte dell’azienda. «Non è semplicemente tagliando che si può offrire un buon servizio facendo fronte a una difficoltà di bilancio – dicono dal Comitato Elba Sanità – notiamo delle contraddizioni nella gestione dei fondi a disposizione del nostro territorio, uno degli esempi evidenti è quello dell’elisuperficie».
Ed è proprio relativo al servizio di elisoccorso l’ultimo episodio che ha fatto discutere i comitati. «Sabato una paziente del pronto soccorso Portoferraio – si legge nella pagina di “Comitati elbani riuniti” – è stata trasferita all'Utic di Livorno con mezzo ambulanza, perché l'elicottero era impegnato su un'altra urgenza. Partenza alle 15 e arrivo a Piombino alle 16 e 20, un' altra ora per arrivare a Livorno. E’ stata messa a rischio una vita».
Ma l’Asl nega che il trasferimento in nave abbia creato rischi per la paziente. «La donna aveva un infarto - precisa Francesco Genovesi, responsabile del servizio 118 – è stata sottoposta dai medici elbani a una terapia di trombolisi, che garantisce 12 ore di tempo per compiere l’intervento. L’elicottero era impegnato in un’altra urgenza, così un medico del pronto soccorso di Portoferraio si è proposto di accompagnare la paziente a Livorno».
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