Sicurezza
La procura sequestra la gru crollata al pontile Lucchini
Il vento di libeccio soffiava a 100 chilometri allora il 17 dicembre scorso e dalla protezione civile era già arrivato nelle ore precedenti l’allarme. Ciononostante un gruista si trovava sul...
PIOMBINO
Il vento di libeccio soffiava a 100 chilometri allora il 17 dicembre scorso e dalla protezione civile era già arrivato nelle ore precedenti l’allarme. Ciononostante un gruista si trovava sul carroponte agli impianti marittimi della Lucchini, a circa 20 metri di altezza, quando all’improvviso gli ancoraggi sui binari cedettero. La struttura collassò su un fianco, rischiando di schiantarsi a terra.
Ora la procura della Repubblica vuol vederci più chiaro su quell’episodio e ha posto sotto sequestro il carroponte, che tra l’altro, nonostante gli interventi fatti nel tentativo di metterlo in sicurezza, rischia ancora di crollare e cionvolgere impianti attivi come la tramoggia e un nastro trasportatore del minerale.
Il carroponta ha oltre settant’anni. Costruito prima della guerra, fu revisionato e omologato negli anni Sessanta. E’ alto una ventina di metri e largo 30. Scorre ancorato su un binario lungo un’ottantina di metri. La forza del libeccio fece oscillare la struttura che su un lato si staccò da binari.
Se la vide davvero brutta l’operaio che , a quanto pare, si trovava nella sala argani per eseguire l’ingrassaggio dei meccanismi della gru. Non stava dunque operando e non c’erano carichi sospesi. Ma le conseguenze dell’incidente potevano essere ugualmente ben peggiori.
Fu una giornata di maltempo eccezionale quel 17 dicembre. Il vento danneggiò anche uno dei tralicci dell’Enel all’interno della fabbrica, causando un’interruzione di corrente che bloccò per un paio d’ore il funzionamento del reparto acciaieria. Anche in città i vigili del fuoco eseguirono decine di interventi. Danni all’edificio dell’ospedale vecchio, barche affondate a Baratti e alberi sradicati.
Una situazione ampiamente prevista, tanto che la protezione civile aveva già fatto scattare l’allarme il giorno precedente. Perché, dunque, c’è da chiedersi, in quelle condizioni è stato consentito di lavorare sul carroponte , esposto in pieno alla violenza del vento?
«In quelle condizioni – sostiene Mirko Lami, uno dei coordinatori della Rls della Lucchini – non si dovrebbe consentire di lavorare sulla struttura».
Ma emergono anche altri interrogativi sullo stato degli impianti dello stabilimento e sulle manutenzioni. Non è la prima volta che gravi incidenti si verifivano sui pontili della Lucchini. Nel novembre del 2008 il pesante braccio di una gru, costruita in tempi ben più recenti del carroponte dalla Siderpiombino, si spezzò sotto il carico di una bramma del peso di 27 tonnellate a fronte di una capacià di carico di ben 85 tonnellate dichiarata dal costruttore. Quasi per miracolo non ci furono conseguenze per i lavoratori, ma anche in quel caso, sulla base di un'inchiesta aperta dal servizio di prevenzione nei luoghi di lavoro dell'Asl, il Pm Antonella Tenerani pose sotto sequestro, inviando successivamente cinque avvisi di garanzia.(g.p.)
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