Il Tirreno

Tassa di soggiorno, più di un’idea

Peria: «L’Imu ci toglie 550mila euro dal bilancio. Servono nuove risorse per rilanciare il turismo»

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di Luca Centini

PORTOFERRAIO

«Un problema, una necessità». Parola del sindaco di Portoferraio, Roberto Peria. Il problema sta tutto nei colpi di forbice che, tra Imu e tagli vari, priverà il bilancio del Comune di Portoferraio di entrate pari a 550mila euro. La necessità - di conseguenza - è reperire nuove risorse per stimolare la ripresa e la riqualificazione turistica. E qui le strade sono due: la tassa di accesso se si riuscirà a districare la matassa legale e burocratica che rende complicata la sua applicazione o il ritorno di fiamma della tassa di soggiorno, che Peria non ha mai escluso ma che non convince gli altri sindaci e le associazioni di categoria. Una soluzione scomoda per molti che tuttavia, in questa fase, viene approfondita, vista la ristrettezza di entrate con cui le amministrazioni locali si troveranno, volenti o nolenti, a dover fare i conti.

Cari i miei fondi. L’Ici ritorna, anzi arriva l’Imu. E il passaggio non sarà indolore per il Comune di Portoferraio che si trova già alle prese con un piano di tagli statali importanti. «Abbiamo fatto i conti – racconta Peria – lasciando inalterate, come vogliamo fare, le aliquote Imu per la prima casa (4X1000) e per le seconde abitazioni (7,6X1000) e non ritoccando l’addizionale Irpef il Comune dovrà fare a meno di 550mila euro di risorse. Non è uno scherzo. In questo modo verranno meno i fondi per rilanciare il turismo che, a mio avviso, in questo momento sono decisivi per spingere la ripresa e risollevare i comuni dalla crisi». Il quadro è chiaro, quindi. I soldi per il turismo verranno a mancare e i comuni dovranno fare qualcosa per reperire risorse nuove.

Scelta tra tasse. La soluzione sta nell’introdurre una nuova imposta. Idea che non piace a nessuno ma che, visti i tempi che corrono, tutti hanno ormai accettato, sindaci e associazioni di categoria comprese. La prima strada che potrebbe essere percorsa è quella della tassa di accesso, spinta dalla maggior parte dei sindaci elbani. «Sta bene anche a me – commenta Peria – la proposta dell’Ancim è di applicare il pagamento di 1/1,5 euro a passeggero, escluso i residenti e chi si sposta per lavoro. Per far questo - è ovvio - occorrerà un accordo con tutte le compagnie di navigazione e l’intesa tra i Comuni per la redistribuzione delle risorse. In quel caso dovrebbe venir preso in considerazione il peso di Portoferraio, che assorbe la maggior parte delle persone che sbarcano sull’isola».

La strada per la tassa di accesso è, tuttavia, più ripida di quanto si pensi. L’imposta doveva già entrare nell’orbita del pacchetto delle liberalizzazioni, ma per adesso non è stata presa in considerazione dal governo. «Temo – dice Peria – che ci siano difficoltà perché l’applicazione è molto complessa a livello tributario».

Ipotesi tassa di soggiorno. L’idea non piace un granché, ma intanto gli approfondimenti vanno avanti. «A mio avviso non ci possiamo permettere di chiudere del tutto la porta a questa ipotesi», spiega il sindaco di Portoferraio che in questi giorni ha convocato il “panel” dell’osservatorio turistico di destinazione per fare chiarezza sull’applicazione della nuova tassa. Le associazioni di categoria restano freddine sull’introduzione dell’imposta, ma comunque hanno chiesto l’elaborazione di un progetto su come riutilizzare le risorse. «Alcune idee le abbiamo già – commenta il sindaco Peria – i soldi servirebbero per dare il via a un servizio di bus turistici per tutte le spiagge, per sostenere la gestione associata del turismo e, inoltre, per garantire più servizi e pulizia nelle spiagge. L’idea è ottenere dalla tassa un gettito pari ai 550mila euro, proprio quelli che verrebbero a mancare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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