Il dolore
Operaio muore schiacciato dal trattore
Stava percorrendo la ripida discesa a valle del santuario in restauro. Filippo Francolini aveva 49 anni
di Luca Centini
MARCIANA
Schiacciato sotto il corpo macchina del trattore. E’ morto così ieri pomeriggio Filippo Francolini, 49 anni, pochi metri più a valle rispetto al santuario della Madonna del Monte, a Marciana. Stava lavorando per la sua ditta al restauro del santuario che si arrampica a 627 metri di altezza, senza una strada agevole ma solo sopra i ripidi scalini di terra e granito.
La tragedia sul lavoro è accaduta intorno alle 16,30. Francolini era a bordo di un trattore con il rimorchio. Aveva appena finito di scaricare il materiale per il rifacimento del santuario. Stava venendo giù dal cantiere, lungo la discesa, quando, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo del trattore.
Il mezzo si è ribaltato ed è rotolato giù dal pendio, finendo per travolgere e schiacciare l’operaio, morto sul colpo in seguito alle gravi lesioni riportate. Il primo a rendersi conto di quanto accaduto è stato un collega di Filippo che è sceso giù a piedi una ventina di minuti dopo l’incidente. L’allarme è stato immediato. Sul posto sono intervenuti i mezzi del 118, i carabinieri e i vigili urbani di Marciana. I vigili del fuoco si sono arrampicati sulla strada del santuario portando con loro il personale medico della pubblica assistenza di Marciana Marina, mentre l’elicottero Pegaso riusciva nell’impresa di calare giù con il verricello lo staff medico. Ma purtroppo i soccorsi si sono rivelati vani. Solo in serata il medico legale, viste le difficoltà a raggiungere il luogo dell’incidente, ha potuto constatare il decesso e i vigili del fuoco hanno recuperato il corpo dell’operaio, sollevando il trattore con dei cuscini pneumatici.
In tempi rapidi la notizia della morte di Filippo si è sparsa. Il 49enne di origine fiorentina viveva all’Elba da anni. Abitava a Lavacchio, frazione di Marciana a pochi passi da Poggio. Lavorava come operaio della ditta per il restauro del santuario ed era molto conosciuto in paese. E’ stato anche un socio di Legambiente, come ricorda la stessa associazione ambientalista che sottolinea «la sua generosità, la sua passione, il suo amore per l'ambiente e il suo non volersi adattare alle ingiustizie del mondo». Già nelle prime ore dopo l’incidente, su facebook, si sono ripetute decine di messaggi di cordoglio dei tanti amici e conoscenti dell’operaio, rivolti ai parenti e alla sua compagna. In serata l’eco della morte sul lavoro ha raggiunto anche il presidente della Regione Enrico Rossi: «a tutti i suoi familiari dico che sono addolorato e che sono loro vicino. Le morti sul lavoro sono intollerabili. So per esperienza che non si fa mai abbastanza per la sicurezza. Posso solo dire che il mio impegno c’è e che cerco ogni giorno di rinnovarlo.
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