Il Tirreno

Montecristo, guerra ai topi Lav e Pdl contro il Parco

Presentata una diffida al progetto per lanciare esche avvelenate sull’isola Chiesto l’intervento del governo e dei presidenti della Regione e Provincia

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di Luigi Cignoni

PORTOFERRAIO

Altolà al progetto di lanciare da un elicottero in volo 26 tonnellate di esche avvelenate sull'isola di Montecristo. La diffida al Parco dell'Arcipelago, ai ministri dell'Agricoltura e dell'Ambiente e Politiche agricole Mario Catania e Corrado Clini e ai presidenti di Regione e Provincia Enrico Rossi e Giorgio Kutufà, arriva dalla Lega Antivivisezione. E c’è anche un’interrogazione parlamentare presentata ieri da Fiorella Ceccacci Rubino (Pdl), con la quale si chiedono spiegazioni sul provvedimento di eliminare i topi da Montecristo in questo modo e, allo stesso tempo, si formulano alcuni suggerimenti per il contenimento incruento della fauna marina sull’Isola.

Si è così costituito un fronte unico composto da Lav e Pdl nella guerra contro i topi di Montecristo. «Vorrei precisare – dice Franca Zanichelli, direttrice del Parco nazionale dell’arcipelago – che il parco in questo progetto è partner. Il promotore dell’iniziativa è il corpo forestale dello Stato che fa a capo al Ministero delle Risorse agricole, finanziato con soldi che provengono dall’Unione Europea. Non capisco perché si parli solo del Parco e ci se la prenda solo con il Parco che è compartecipe, mentre i proponenti e i beneficiari sono il ministero nelle cui competenze ricade l’isola e il corpo Forestale dello Stato. Tutto questo mi pare che sia un fulgido esempio di aggressività rediretta, quando, anziché prendersela con i diretti soggetti si scarica la propria rabbia su altri individui».

Fatto sta che il problema esiste e bisogna saper farci i conti. «Si tratta di una proposta davvero assurda – spiega il presidente della Lav Gianluca Felicetti – gettare tonnellate di veleno da un velivolo è una scelta dispendiosa che dovrebbe pagare il contribuente. Non solo: si tratta di un'azione irresponsabile, perché espone a rischio tutta la fauna dell'isola con l'ingestione delle esche». Il veleno è il brodifacoum e ha un’alta persistenza ambientale. «Per di più – aggiungono quelli della Lav – è tossico per alcune specie acquatiche. Chiediamo quanti e quali animali siano i destinatari di questa folle idea, e se sia stato coinvolto il ministero dell'Ambiente: una cosa che dovrebbe essere naturale per prendere iniziative di tale portata in un parco nazionale». L’associazione ambientalista si dice anche disponibile a un «confronto costruttivo» sul tema di togliere una volta per tutte dall’isola i topi. «Esistono - conclude infine Gialuca Felicetti, presidente della Lav - molti metodi di contenimento della fauna, assolutamente incruenti nonché elementari metodi di prevenzione in una piccola isola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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