Il Tirreno

La difficile vita sull’isola con una grave malattia

Le esperienze di due elbani che hanno da tempo problemi di salute A Firenze hanno trovato il supporto dell’Associazione italiana leucemie

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di Gian Ugo Berti

FIRENZE

Vivere su un'isola come l’Elba è bello, unico, anche perché ad un braccio di mare soltanto dal continente. L'importante è che regga la salute. Quando invece viene a mancare ed in maniera grave, quella terraferma sembra lontana, quasi irraggiungibile. E’ l'amaro rovescio della medaglia che gli elbani conoscono bene, ma tutto ciò fa parte di un’altra storia.

Quelle che appunto vi raccontiamo dalla voce dei protagonisti, sono legate a tale dimensione, per di più iniziata dall'oggi al domani, senza che niente la lasciasse presagire e con un carico di disagi, fisici e psicologici, individuali e familiari, che avrebbero potuto mettere in grossa difficoltà tante persone. Eppure si fa di necessità virtù e, forti di un supporto affettivo senza pari, si parte verso la speranza.

Ma il destino è spesso perverso, con malattie che richiedono tempi lunghi di degenza, distacchi interminabili dal sorriso dei propri cari. Dove andare, allora, come punto di riferimento? Come stare vicino al paziente gravemente ammalato ed al contempo trovare il supporto logistico ed economico?

Ed è a volte il caso di far scoprire realtà umanitarie, sconosciute a chi non ha avuto di questi problemi, realtà semplici, trasparenti, di grande dignità. E’ qui, dunque, la storia di due persone - Simona di Porto Azzurro e Marcello di Portoferraio - bisognose di cure e delle loro famiglie, quando vengono a contatto con una struttura da tempo radicata nel territorio (Campi Bisenzio, a due passi da Firenze), una casa - famiglia, Casa Diletta, dell'AIL, l'associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma che ospita il nucleo familiare, là dove se ne ravvisi la richiesta.

Una nuova casa per i due cittadini elbani alle prese con gravi malattie e cure molto faticose. Cure che, evidentemente, non possono trovare all’Elba.

Del resto il tema della sanità, legato a doppio filo con la specificità territoriale dell’isola, sta assumendo un ruolo di primaria importanza all’Elba.

Il diritto ad essere curati rischia, in diverse situazioni, di vacillare. Soprattutto in una realtà come quella elbana, in cui l’insularità può rappresentare un ostacolo e incidere negativamente sulla qualità dei servizi offerti.

Tanto è bastato per movimentare l’opinione pubblica elbana che, in questi mesi, si è mossa e si è organizzata in comitati a difesa della sanità sul territorio insulare.

Lo scorso ottobre migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la politica di Asl che, secondo l’opinione dei comitati, avrebbe pianificato un progressivo smantellamento del presidio ospedaliero elbano. I problemi, nonostante le rassicurazioni di Asl e della Regione, non sono ancora risolti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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