Il Tirreno

Figurine esaurite, è una passione senza età

Le bustine dei calciatori vanno a ruba nelle edicole di tutta la città. A fare la collezione sono anche moltissimi adulti

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di Ludovica Monarca

PIOMBINO

«Celo, celo, mima...», sussurra Franco davanti all’album di figurine. Sorpresa: la scena non si svolge in un corridoio di una scuola elementare, né in un giardinetto dove spesso si fermano a giocare a pallone gli adolescenti, ma in un bar. E Franco di anni non ne ha dieci,bensì quarantasette.

A Piombino impazza la moda delle figurine. L’album? Il grande classico dei giocatori di calcio. Una passione che sta travolgendo persone di ogni età e professione: dal tipico studente all’ insospettabile professionista over cinquanta. Le edicole della città hanno addirittura segnalato il tutto esaurito e sono state costrette a richiedere rifornimenti in fretta e furia per non lasciare in attesa i numerosi collezionisti. «Vanno davvero a ruba – dichiara la proprietaria di un’edicola – in meno di un’ora sono già entrate cinque persone a chiedermi se fossero arrivate le figurine dei calciatori. Tanti sono bambini, ma anche molti adulti». Come riconoscere chi compra le figurine davvero per se stesso e non per il proprio figlio? «Facile – racconta l’edicolante – gli adulti tendenzialmente provano a finirlo subito. Hanno un rapporto diverso con l’attesa rispetto ai piccini e così non comprano singoli pacchetti, ma scatole intere».

Passano gli anni, le grafiche sono più moderne, le pagine degli album aumentano, ma certe cose non cambiano mai. Ogni album che si rispetti ha la figurina “introvabile” che, se spesso getta i collezionisti in una ricerca affannata, consegna anche alla storia nomi di giocatori che forse altrimenti sarebbero stati facilmente dimenticati. L’esempio per antonomasia? Pier Luigi Pizzaballa, portiere del Verona negli Sessanta. «Lo cercavano tutti – ricorda Franco Bellatalla, mentre sfoglia il suo album seduto al bar – era praticamente un fantasma. Non credo esista collezionista di figurine che non ricordi il suo nome e la sua faccia». Franco da dieci anni a questa parte non ha mai abbandonato la passione per l’album dei giocatori di calcio. «Lo facevo anche quando ero bambino, ma adesso mi diverto quasi di più. La verità? – spiega – A quelli della mia generazione i computer annoiano. Ci piace giocare con altre cose, più sociali. Essere chiusi in una stanza davanti a uno schermo non sarà mai divertente quanto scambiarsi figurine. È più umano, spinge alla socializzazione e poi ci fa tornare bambini». Difficile non credergli visto il sorriso con cui parla, così coinvolgente che verrebbe voglia di mettersi a scambiare figurine insieme a lui.

Appassionato di calcio e irriducibile collezionista di figurine è anche Francesco Cateni, 38 anni. Non solo ha dieci album originali, ma anche tutte le ristampe a partire dalla prima, mitica, edizione del 1961. E quando apre i pacchetti di figurine, è assolutamente vietato deconcentrarlo. «Ho tutto il mio rito ogni volta che apro il pacchetto – scherza Francesco – prima stillo le figurine come se fossero carte da gioco, poi le dispongono in ordine numerico, in modo da attaccarle senza dover sfogliare ossessivamente l’album».

Grazie a Francesco, anche Andrea, 8 anni, si è trasformato in un vero collezionista: «Francesco e sua moglie – racconta Andrea – mi hanno regalato l’album per la Befana. Sono a buon punto, spero di finire al più presto almeno l’Inter, che è la mia squadra del cuore». Già, la squadra del cuore. Andrea è interista, Franco è milanista e Francesco juventino. Tre generazioni diverse, tre tifosi di maglie “nemiche” unite da un’unica passione. Basta mettergli una figurina in mano e lo sguardo si illumina a tutti. E allora capisci la magia di un “gioco” che dura da cinquant’anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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