Sicurezza
Altolà di Tanelli alla miniera di litio
L’ex presidente del Parco perplesso sulle ricerche avviate tra San Piero e Sant’Ilario
MARINA DI CAMPO
«Abbandonare la strada del permesso minerario per l’elemento litio: è una via ricca di incertezze e, in particolar modo di rischiosi appetiti».
L’altolà viene dal professor Giuseppe Tanelli, docente di discipline geo-mineralogiche presso l’Università di Firenze ed ex presidente del Parco nazionale Arcipelago toscano.
Una presa di distanze forti quella dell’ex presidente del Parco e docente di livello internazionale dopo l’istanza di permesso presentata dall’associazione pistoiese “Lithium”, che ha richiesto e in parte ricevuto il via libera della Regione Toscana per una ricerca mineraria sul litio fra San Piero e Sant’Ilario, il professor Tanelli spiega i segreti del territorio campese e solleva più di un dubbio sul permesso chiesto dalla “Lithium”.
Perplessità dovute soprattutto al valore di questo elemento chimico, sempre più prezioso anno dopo anno: attualmente vale 3.400 euro la tonnellata, ma è destinato a crescere in maniera significativa. «Negli ultimi anni - spiega Tanelli - c’è stata una vera e propria corsa al litio da parte delle grandi multinazionali minerarie. Le pegmatiti del monte Capanne fra San Piero e Sant'Ilario, famose nel mondo per i meravigliosi cristalli che le formano, ospitano minerali a litio, che non offrono reali interessi economici riferiti all’elemento. Diverso è il discorso dei minerali ai fini collezionistici, ma questo è un aspetto che non sembra rientrare nelle finalità della “Lithium”. Il rilascio di un permesso di ricerca - continua Tanelli - è il prerequisito per giungere ad una concessione mineraria e all'apertura di un centro estrattivo, cioè una miniera. Non credo proprio che questo possa realizzarsi sia per ragioni giacimentologiche che ambientali».
Anche nel caso in cui l’area interessata non sia compresa nelle zone protette da precise norme regionali, nazionali ed europee, la potenziale apertura di una miniera per estrarre litio non è compatibile con la realtà sociale ed economica dell’Elba e con le aspettative del territorio.
«Se poi le finalità hanno carattere squisitamente tecnologico e culturale, aspetto di cui non dubito - continua Tanelli - si prevedano e si attivino altri percorsi ed altre motivazioni, abbandonando la strada del permesso minerario per “l’elemento litio“: una strada ricca di incertezze e di rischiosi appetiti».
Stefano Taglione
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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