La manifestazione
Scommesse: il gioco attrae sempre di più
Dal 2009 il numero delle puntate nella zona è in aumento, mentre scendono i dati regionali. Sert: «Stiamo attenti»
di Serena Insero
PIOMBINO
In tempi di crisi economica i piombinesi sembrano proprio non voler rinunciare al gioco d’azzardo. Neppure le allarmanti notizie riguardanti il futuro incerto della Lucchini sembrano scoraggiarli. In fila ad acquistare gratta e vinci, in piedi o seduti a compilare schedine, a giocare alla lotteria (più o meno istantanea). Un giro di slot machine, una corsa di cavalli e una partita di calcio su cui scommettere ed è presto fatta. Nulla di più allettante per tentare fortuna, per vincere denaro facile o almeno provarci, specialmente quando si fatica ad arrivare alla fine del mese. Così, di fronte all’aumneto del costo della vita e alle incertezze del mondo del lavoro sembra più conveniente “abbonarsi alla fortuna” ed affidarsi “ai sogni vincenti”. Entrano nelle tabaccherie e nei punti gioco di fiducia intorno alle 10 di mattina, alcuni lasciano dietro di loro una scia di fumo di sigaretta. Concentrati su se stessi a pensare e ripensare ai numeri “magici” da giocare (magari accompagnati da un sottofondo musicale rassicurante), introducono nelle cosiddette macchinette “mangiasoldi” dai 5 alle 20 euro alla volta, si trattengono al video senza mai distrogliere il viso dal gioco, compilano una schedina, la consegnano al gestore ed escono con l’illusione che la vita possa cambiare in un istante. Locali pubblici in cui raramente si sentono cellulari squillare. Sì perchè ciò che spinge i piombinesi al gioco non è la voglia di divertirsi, ma il desiderio della svolta. E allora non ci si affida soltanto alla sorte, ma anche al calcolo delle probabilità. Così è meglio non essere disturbati. Il target dei giocatori è vario: c’è il giovane ma anche il pensionato. Giocano più gli uomini delle donne. «Si gioca in maniera costante
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