Il Tirreno

LA FABBRICA IN VENDITA

Lucchini nel mirino dei bresciani

Lucchini nel mirino dei bresciani

Ipotizzata una cordata dei leader dell’elettrosiderurgia

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Continuano a diffondersi ipotesi e indiscrezioni sui possibili acquirenti della Lucchini. Dopo l’interessamento di grandi gruppi russi, ipotizzato nei giorni scorsi dal giornale economico Mf, adesso è la volta degli italiani, segnatamente le società bresciane specializzate nella produzione di acciaio con forni elettrici.

Sono le pagine bresciane del Corriere della Sera di ieri a parlare di un interessamento dei “tondinari” lombardi nell’acquisizione della Lucchini. Un’intenzione che, secondo il quotidiano, sarebbe anche a conoscenza del ministro Passera. E proprio a quest’ultimo viene attribuito un piano per riportare la fabbrica piombinese sul mercato. Il piano prevederebbe tre mosse: costruzione di una centrale elettrica, ristrutturazione dell’altoforno e affiancamento di un forno elettrico.

Dai leader dell’elettrosiderurgia bresciana, sempre secondo il Corsera, sarebbe già arrivata a Roma una manifestazione d’interesse a condizione che l’investimento sia a carico delle banche, mentre gli industriali avrebbero il compito di ricavare nel medio termine gli utili per ripagare gli istituti di credito dello sforzo.

L’ipotesi avanzata dal Corsera non trova però conferme a Piombino. Il sindaco Gianni Anselmi, che ha incontrato il ministro Passera pochi giorni fa, dice che tale ipotesi non è stata fatta presente in quell’incontro. Scettico anche Luciano Gabrielli, segretario della Fiom, che comunque potrebbe mettere l’ipotesi sul tavolo di discussione nell’incontro col cda della Lucchini in programma nei prossimi giorni.

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